Approfondimento ·

Cannabis e Disturbo Ossessivo-Compulsivo

Ricerca a cura del Dipartimento di Psicologia della Washington State University

Revisione medica
Pubblicato il
9 Novembre 2020
In sintesi
  • Uno studio osservazionale tramite app ha raccolto 1.810 sessioni di cannabis inalata auto-riferite da 87 persone che si identificavano con disturbo ossessivo-compulsivo. Subito dopo l’uso diminuivano compulsioni, pensieri intrusivi e ansia percepita, ma il beneficio sulle intrusioni si attenuava nel tempo. Autoselezione, diagnosi non verificata e assenza di placebo impediscono conclusioni sull’efficacia.

“La cannabis inalata sembra avere effetti benefici a breve termine sui sintomi del disturbo ossessivo-compulsivo”. È quanto emerso da uno studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Psicologia della Washington State University, che ha analizzato il possibile effetto della cannabis sui sintomi del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC).

La ricerca, pubblicata sul Journal of Affective Disorders, ha studiato per la prima volta nell’uomo i cambiamenti immediati dei sintomi del DOC associati all’uso di cannabis. Si tratta quindi di un ambito ancora poco studiato: i ricercatori hanno valutato se i sintomi del disturbo diminuissero dopo l’inalazione di cannabis e se questi cambiamenti fossero associati a fattori come genere dell’individuo, dose e concentrazione di THC e CBD. Sono stati inoltre analizzati i cambiamenti nel tempo dei sintomi e delle modalità di consumo.

Lo studio ha coinvolto 87 persone che si sono auto-identificate come affette da DOC e che hanno monitorato i propri sintomi attraverso un’applicazione. Complessivamente sono state analizzate 1.810 sessioni di consumo di cannabis, raccolte nell’arco di 31 mesi.

Dopo l’inalazione della cannabis, i partecipanti hanno riportato una riduzione del 60% delle compulsioni, del 49% dei pensieri intrusivi e del 52% dell’ansia. Dosi più elevate e concentrazioni maggiori di CBD sono risultate associate a una maggiore riduzione delle compulsioni. Nel corso del tempo, tuttavia, è stata osservata una riduzione dell’effetto sui pensieri intrusivi: nelle sessioni successive, la diminuzione riferita era infatti più contenuta.

Lo studio presenta però importanti limitazioni: i partecipanti hanno scelto autonomamente di utilizzare cannabis e non era presente un gruppo di controllo trattato con placebo. Inoltre, i sintomi e il consumo sono stati riportati direttamente dai pazienti, con limitate possibilità di verifica sull’accuratezza delle informazioni da parte dei ricercatori.

I risultati suggeriscono comunque un possibile effetto a breve termine della cannabis inalata su alcuni sintomi del DOC, ma sono necessari studi clinici controllati per quantificarne la rilevanza terapeutica.

 

Riferimento bibliografico: Mauzay, D., LaFrance, E. M., & Cuttler, C. (2021). Acute effects of cannabis on symptoms of obsessive-compulsive disorder. Journal of Affective Disorders, 279, 158-163.

Revisione medica a cura di

Comitato Scientifico CLINN

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