Approfondimento ·

Scoperta nuova classe di cannabinoidi

Lo studio è tutto italiano

Pubblicato il
31 Gennaio 2021
In sintesi
  • Ricercatori italiani hanno identificato nella varietà FM2 due omologhi di cannabinoidi noti: cannabidiexolo (CBDH) e tetraidrocannabiexolo (THCH), caratterizzati da differenti catene laterali. Il CBDH isolato ha mostrato attività analgesica dose-dipendente nei topi, ma la sua concentrazione naturale in FM2 era troppo bassa per produrre quell’effetto. Restano da chiarire farmacologia, sicurezza e rilevanza clinica.

I ricercatori hanno individuato una nuova classe di cannabinoidi. La scoperta, che aggiunge un tassello al puzzle dei principi attivi della cannabis, è tutta italiana. A partire dal team che ha condotto lo studio, pubblicato su Scientific Reports, la rivista scientifica legata a Nature, fino alla varietà di cannabis utilizzata, la FM2, e al finanziamento pubblico. Nel gruppo di ricercatori anche Giuseppe Cannazza, ricercatore all’Università di Modena e Reggio Emilia e consulente OMS nel processo di revisione sulla cannabis, e Livio Luongo, della Divisione di Farmacologia dell’Università degli studi della Campania “L. Vanvitelli”.
La pianta della cannabis contiene centinaia di principi attivi e la ricerche recenti “hanno rivelato l’esistenza di nuove serie di fitocannabinoidi oltre a quelle degli orcinoidi, varinoidi e olivetoidi, appartenenti al cannabidiolo (CBD) e ai cannabinoidi di tipo Δ 9 -tetraidrocannabinolo (Δ 9 -THC)”. Si tratta del Cannabidiexolo (CBDH) e Tetraidrocannabiexolo (THCH).

“Nel tentativo di fornire una caratterizzazione completa della varietà di cannabis FM2“, spiegano gli scienziati, è stata individuata la nuova serie di cannabinoidi, omologhi a CBD e THC: “Il presente lavoro- si legge nel testo- ha ampliato l’ambito dell’identificazione dei cannabinoidi completando la serie di omologhi con differenti catene laterali alchiliche”.

La scoperta ha aperto nuovi dubbi e fatto sorgere nuove domande sull’attività dei nuovi cannabinoidi e sui loro effetti farmacologici. La ricerca ha isolato il CBDH, valutando la sua attività farmacologica in vivo nei topi: nonostante l’attività analgesica, nella varietà FM2, la concentrazione di CBDH risulta troppo bassa per esercitare un effetto farmacologico.

I risultati, ha spiegato Luongo, “hanno evidenziato innanzitutto il fatto che alzando la concentrazione aumenta l’effetto analgesico. Ora bisognerà indagarle ulteriormente, sperimentandole in problematiche importanti come il dolore cronico e neuropatico, nell’isolamento sociale”.

Domande frequenti

Quali nuovi cannabinoidi sono stati identificati?
Lo studio ha descritto cannabidiexolo (CBDH) e tetraidrocannabiexolo (THCH), omologhi rispettivamente di CBD e THC con una diversa catena laterale alchilica.
In quale varietà di cannabis sono stati trovati?
I ricercatori stavano caratterizzando la varietà italiana di cannabis medica FM2. L’analisi chimica completa ha permesso di isolare e descrivere la nuova serie di composti.
Che cosa ha mostrato il CBDH nei topi?
A concentrazioni sperimentali crescenti mostrava un effetto analgesico maggiore. Tuttavia, la quantità naturalmente presente nella FM2 era indicata come troppo bassa per esercitare da sola un effetto farmacologico.
La scoperta di un cannabinoide equivale alla scoperta di un nuovo farmaco?
No. Identificare una molecola è il primo passo; occorrono caratterizzazione dei bersagli, farmacocinetica, tossicologia, dose, formulazione e studi clinici controllati prima di poter parlare di un medicinale efficace e sicuro.
Perché la concentrazione naturale di un composto è importante?
Un’attività osservata con dosi elevate isolate può non verificarsi nella pianta se la quantità presente è minima. Conta l’esposizione effettiva raggiungibile, oltre a metabolismo, interazioni con altri componenti e via di somministrazione.