Approfondimento ·

La cannabis e il disturbo alcolico fetale

Uno studio israeliano suggerisce possibili benefici

Pubblicato il
10 Febbraio 2021
In sintesi
  • Una serie retrospettiva di soli cinque giovani con disturbo dello spettro feto-alcolico ha associato l’uso di cannabis a un miglioramento riferito dei comportamenti distruttivi gravi. Il campione minimo, l’assenza di controllo e la natura osservazionale impediscono conclusioni sull’efficacia del CBD. Gli autori indicano la necessità di studi controllati più ampi, soprattutto in età pediatrica.

La cannabis terapeutica potrebbe essere usata per migliorare i sintomi causati dai disturbi alcolico-fetali, che colpiscono il feto nel caso in cui la madre assuma alcol in gravidanza. Nonostante un recente studio mostri dei possibili benefici da parte del CBD, sono necessarie ricerche più approfondite per indagare a fondo i possibili benefici della sostanza in questo campo.

Che cos’è la sindrome feto-alcolica?
La sindrome feto-alcolica (FAS, dall’inglese Fetal Alcohol Syndrome) è una disabilità permanente, la più grave secondo le indicazioni del Ministero della Salute, che si manifesta quando la madre assume alcol durante la gravidanza. In questo modo, anche il feto ne rimane esposto.

Oltre alla sindrome, che corrisponde all’eventualità più grave, possono verificarsi anche altri disturbi, come rallentamento nella crescita, disabilità comportamentali e disagi neuro-cognitivi. Questi si possono manifestare in modo diverso da persona a persona e rappresentano i FADS, i Fetal Alcohol Spectrum Disorder.

La sindrome è il risultato del consumo di alcol delle donne in gravidanza. Le bevande ingerite dalla donna giungono anche nel sangue del feto, che “non può metabolizzare l’alcol perché è privo degli enzimi adatti a questo compito”. Per questo, l’alcol si accumula nel sistema nervoso e negli organi del feto, arrivando a danneggiarli provocando problemi al bambino.

Lo studio
Un aiuto nel migliorare alcuni comportamenti legati alla sindrome feto-alcolica potrebbe arrivare dalla cannabis. Un gruppo di ricercatori israeliani, infatti, ha seguito una serie di casi retrospettivi sull’effetto della sostanza in 2 bambini e 3 ragazzi con diagnosi di FASD.

Nello studio, pubblicato nel febbraio 2021, viene riferito che fino al 5% dei bambini americani soffre di disturbi da sindrome feto-alcolica, con diversi “gradi di sintomatologia”. In questi anni, però, la ricerca sull’efficacia delle “modalità farmacologiche, limitate principalmente agli stimolanti per il disturbo da deficit di attenzione e iperattivo o agli antipsicotici atipici di seconda generazione per l’aggressività”, è stata scarsa. Di recente, inoltre, si è aperta la possibilità di un aiuto da parte dei componenti della cannabis, in particolare il cannabidiolo (CBD).

I risultati mostrano che in tutti i 5 casi la cannabis “è stata associata a un miglioramento marcato e statisticamente significativo nel comportamento distruttivo grave”. Lo studio suggerisce la possibilità di un aiuto da parte del CBD nel trattamento della FASD. Ma la ricerca degli scienziati israeliani si basa su numeri troppo bassi: per questo servono studi controllati e comprendenti un campione più ampio per testare davvero la possibile efficacia della cannabis.

Domande frequenti

Che cos’è il disturbo dello spettro feto-alcolico?
È un insieme di conseguenze permanenti dell’esposizione prenatale all’alcol, che può comprendere alterazioni della crescita, difficoltà cognitive, comportamentali e funzionali. La sindrome feto-alcolica rappresenta la forma più grave descritta nell’articolo.
Su quanti casi si basava lo studio?
La serie retrospettiva comprendeva cinque persone: due bambini e tre adolescenti o giovani con diagnosi di FASD. Un numero così piccolo rende le stime molto instabili e poco generalizzabili.
Quale miglioramento veniva riportato?
In tutti e cinque i casi l’uso di cannabis era associato a un miglioramento dei comportamenti distruttivi gravi. L’associazione non dimostra che il cambiamento sia stato causato dal CBD o che lo stesso risultato si verifichi in altri pazienti.
La cannabis è sicura nei bambini con FASD?
Questo studio non può stabilirlo. Età evolutiva, sviluppo cerebrale, contenuto di THC, dose, interazioni ed effetti cognitivi richiedono particolare cautela; qualsiasi impiego deve avvenire soltanto in un percorso specialistico e conforme alle regole vigenti.
Come si trattano abitualmente i disturbi dello spettro feto-alcolico?
Non esiste una soluzione unica: si usano interventi educativi, comportamentali, riabilitativi e familiari, oltre a terapie mirate ai singoli sintomi quando indicate. Una presa in carico multidisciplinare precoce aiuta a definire supporti realistici e continuativi.