Approfondimento ·

Cannabis terapeutica, l’Ars apre alla coltivazione

In Sicilia dato il via libera alla coltivazione del farmaco a scopo terapeutico

Pubblicato il
14 Febbraio 2021
In sintesi
  • L’Assemblea regionale siciliana aveva approvato una norma che consentiva alla Regione di avviare progetti per produrre e fornire cannabis terapeutica tramite enti dell’assessorato all’Agricoltura, in relazione al fabbisogno sanitario nazionale. L’articolo evidenzia però che l’attuazione richiedeva passaggi amministrativi, interlocuzione ministeriale e convenzioni tra aziende sanitarie e farmacie per la rimborsabilità.

Via libera alla coltivazione della cannabis per uso terapeutico. A dare l’ok è stata l’Assemblea regionale siciliana (Ars), che ha approvato l’articolo 67 della Finanziaria. Questo autorizza la Regione ad avviare progetti per la produzione e la fornitura della sostanza a scopo terapeutico.

A votare favorevolmente sono stati tutti i deputati, che hanno segnato un passo importante per la disponibilità di cannabis nella Regione Sicilia. La norma, infatti, permette di coltivare la cannabis, mediante enti strumentali dell’assessorato all’Agricoltura, per “sopperire alle richieste derivanti dal fabbisogno accertato dalle Autorità Sanitarie nazionali di produzione della cannabis terapeutica”. Per far fronte alle richieste della sostanza a scopo terapeutico, la Regione potrà ora rivolgersi direttamente al Ministero della Salute, per chiedere di avviare progetti con le società italiane, di modo da soddisfare il fabbisogno cittadino.

“Abbiamo accolto positivamente questa proposta normativa di iniziativa parlamentare, ma questo è solo il primo passo – ha precisato ad Adnkronos Angela Foti, vicepresidente dell’Ars e deputata regionale di Attiva Sicilia – perché la questione cannabis ad uso terapeutico più che di norme regionali ha la necessità di azioni amministrative, che rendano prima di tutto operativo il decreto assessoriale approvato lo scorso gennaio 2020″. Il decreto, infatti, prevede le possibilità utili per la rimborsabilità a carico del Servizio sanitario regionale, che di conseguenza renderebbe il farmaco gratuito. Nella maggior parte delle province mancano, però, le “necessarie convenzioni fra Asp e farmacie”. Secondo Foti, l’approvazione dell’articolo sulla coltivazione rappresenta “un’occasione unica, che non solo darebbe risposte alla crescente richiesta del farmaco a beneficio di tanti pazienti, ma che potrebbe avviare un’importante filiera, anche vantaggiosa dal punto di vista economico”. L’ok all’articolo 67 è “un traguardo importante per la nostra Regione” anche secondo il vice presidente della Commissione Sanità all’Ars, Carmelo Pullara.

Con l’approvazione dell’Ars “finalmente la Sicilia diventa all’avanguardia- ha commentato Roberta Zicari, membro comitato Esistono i diritti– e muove il primo passo verso la coltivazione di un prezioso farmaco: la cannabis a scopo terapeutico”.

Domande frequenti

Che cosa autorizzava l’articolo 67 approvato dall’ARS?
Consentiva alla Regione Siciliana di avviare progetti per produzione e fornitura di cannabis a uso terapeutico, tramite enti strumentali dell’assessorato all’Agricoltura e in funzione del fabbisogno accertato dalle autorità sanitarie nazionali.
L’approvazione rendeva immediatamente operativa la coltivazione?
No. L’articolo la descrive come un primo passo: erano necessarie azioni amministrative, interlocuzioni con il Ministero della Salute e progetti con soggetti autorizzati per rendere concreta la produzione.
Quale ostacolo veniva segnalato per la rimborsabilità in Sicilia?
Pur esistendo un decreto regionale, in molte province mancavano le convenzioni necessarie tra aziende sanitarie provinciali e farmacie. Questa carenza poteva impedire un accesso uniforme al medicinale rimborsato.
Una legge regionale può autorizzare da sola la produzione di cannabis medica?
La Regione può programmare e sostenere iniziative nelle proprie competenze, ma coltivazione e produzione di sostanze controllate richiedono anche autorizzazioni e controlli nazionali. La norma regionale non sostituisce il percorso del Ministero e degli enti regolatori.
Come può un paziente verificare oggi accesso e rimborso in Sicilia?
Dovrebbe rivolgersi al medico prescrittore, all’ASP e a una farmacia preparatrice, verificando indicazioni rimborsabili, piano terapeutico, ricetta e procedura regionale vigenti. L’articolo fotografa una fase normativa passata e non garantisce l’assetto attuale.