Approfondimento ·

Cannabis efficace contro nausea e vomito

Il CBD si è dimostrato efficace per contrastare i sintomi

Pubblicato il
1 Luglio 2021
In sintesi
  • Una revisione ha esaminato prove in vitro e in vivo sull’azione di CBD, CBDA e CBDA-ME contro nausea e vomito, anche nel contesto degli effetti delle terapie oncologiche. I risultati preclinici sono descritti come incoraggianti, con derivati del CBDA potenzialmente più potenti, ma gli autori sottolineano la necessità di studi clinici prima di confermarne efficacia e impiego.

Il cannabidiolo (CBD), uno dei principali componenti della cannabis, si è dimostrato efficace contro la nausea e il vomito. A riferirlo è un gruppo di ricercatori, provenienti da Canada, Regno Unito e Israele, che ha studiato le potenzialità del composto non psicoattivo della marijuana per alleviare il senso di nausea e il vomito.

Questi disturbi rappresentano due tra i sintomi più spesso riferiti dai pazienti oncologici dopo il trattamento antitumorale. Per contrastare il cancro si ricorre solitamente alla chemioterapia o alla radioterapia: due trattamenti che possono portare come effetti indesiderati il senso di nausea e il vomito. Per questo, spiegano i ricercatori, è sempre più necessario lo studio di trattamenti alternativi contro il tumore. Un obiettivo non facile e non immediato, che ha spinto l gruppo internazionale di studiosi a trovare rimedi contro gli effetti indesiderati di radioterapia e chemioterapia.

Per questo, nello studio pubblicato sul Cannabis and Cannabinoid Research lo scorso 11 giugno, sono estate esaminate le prove in vitro e in vivo sulla possibile efficacia del CBD nella gestione della nausea e del vomito. Non solo. I ricercatori hanno esaminato anche “le prove del precursore acido del CBD, l’acido cannabidiolico (CBDA) e una versione metilata del CBDA (CBDA-ME) in questi fenomeni”.

I risultati sono incoraggianti. Il CBD, infatti, si è dimostrato efficace nella riduzione di nausea e vomito. Non solo: CBDA e CBDA-ME sono risultati più potenti. I dati, precisano i ricercatori, “suggeriscono la necessità di valutare questi composti negli studi clinici per la loro capacità di ridurre la nausea e/o il vomito”.

Domande frequenti

Quali composti sono stati valutati contro nausea e vomito?
La revisione ha considerato il cannabidiolo (CBD), il suo precursore acido CBDA e una versione metilata, CBDA-ME, esaminando prove ottenute in modelli in vitro e in vivo.
Quali risultati riporta l’articolo?
Le prove esaminate indicavano un possibile effetto di riduzione di nausea e vomito; CBDA e CBDA-ME apparivano più potenti del CBD nei modelli analizzati. Si tratta però di risultati che gli autori proponevano di verificare in studi clinici.
Perché nausea e vomito sono rilevanti in oncologia?
Possono comparire come effetti indesiderati di chemioterapia e radioterapia e incidere su alimentazione, idratazione e qualità di vita. L’articolo presenta la ricerca sui cannabinoidi come possibile supporto alla gestione di questi sintomi, non come trattamento del tumore.
Una persona in chemioterapia può usare CBD autonomamente contro la nausea?
Non è consigliabile. Il CBD può interagire con farmaci metabolizzati dal fegato e non sostituisce gli antiemetici prescritti. Oncologo e farmacista devono valutare prodotto, dose, funzione epatica, terapia completa e qualità delle evidenze.
Qual è la differenza tra risultati preclinici e prova clinica di efficacia?
I risultati preclinici derivano da cellule, tessuti o animali e aiutano a formulare ipotesi. Una prova clinica richiede studi controllati su persone, con dose definita, comparatore, sicurezza ed esiti rilevanti; solo allora si può stimare se il beneficio superi i rischi.