Un supporto per l’acufene con la cannabis terapeutica
Uno studio rivela che i cannabinoidi potrebbero risultare utili
- L’acufene è la percezione di suoni senza fonte esterna e può compromettere sonno, concentrazione e umore. Un questionario su 45 pazienti ha rilevato interesse verso la cannabis e miglioramenti auto-riferiti di sintomi associati tra gli utilizzatori. Lo studio non ha ancora dimostrato che i cannabinoidi riducano l’acufene; servono trial clinici.
L’acufene è un disturbo dell’udito caratterizzato dalla percezione di suoni, quali ronzii, fischi, sibili o tintinnii, in assenza di una fonte sonora esterna. Questi suoni possono essere percepiti in uno o entrambi gli orecchi e possono variare per intensità, frequenza e durata. L’acufene può manifestarsi in forma temporanea o cronica e, nei casi più gravi, può influire significativamente sulla qualità della vita, causando difficoltà di concentrazione, stress, ansia, irritabilità e disturbi del sonno.
Attualmente non esiste un trattamento farmacologico specificamente approvato per la cura dell’acufene, poiché le cause e i meccanismi alla base del disturbo sono complessi e possono differire notevolmente da persona a persona. Tuttavia, diversi trattamenti farmacologici e non farmacologici vengono utilizzati per alleviare i sintomi associati e migliorare la qualità della vita dei pazienti.
Il ruolo della cannabis terapeutica
Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse della comunità scientifica verso il possibile ruolo della cannabis terapeutica e dei cannabinoidi nella gestione dell’acufene. Alcune evidenze suggeriscono che il sistema endocannabinoide possa essere coinvolto nei meccanismi di regolazione dell’attività neuronale, dell’infiammazione e della percezione sensoriale, aspetti che potrebbero avere una rilevanza anche nella fisiopatologia dell’acufene.
Un recente studio condotto presso una clinica neuro-otoiatrica ha analizzato gli effetti dell’utilizzo della cannabis tra pazienti affetti da acufene. I risultati indicano un elevato interesse verso questa opzione terapeutica e suggeriscono che i cannabinoidi potrebbero rappresentare un potenziale strumento per la gestione di alcuni sintomi associati al disturbo.
Nello specifico, 45 pazienti con acufene come sintomo principale (età media 54,5 anni; 31 donne e 14 uomini) hanno completato un questionario composto da 18 domande volto a valutare percezione, atteggiamenti e modelli di utilizzo della cannabis. Il 96% dei partecipanti ha dichiarato che prenderebbe in considerazione l’utilizzo della cannabis per il trattamento dell’acufene, mentre l’80% dei soggetti che già ne facevano uso ha riferito benefici in sintomi correlati, tra cui vertigini, ansia, dolore e disturbi del sonno.
Sebbene tali risultati non dimostrino direttamente un miglioramento dell’acufene in sé, suggeriscono che la cannabis potrebbe contribuire a ridurre alcuni fattori che spesso amplificano la percezione del disturbo e il disagio ad esso associato.
Modalità di assunzione
Per quanto riguarda le modalità di somministrazione, la maggior parte dei partecipanti ha espresso una preferenza per formulazioni commestibili (62%). In contemporanea, sono emerse alcune preoccupazioni relative ai costi del trattamento (29%), ai possibili effetti sulla salute fisica (53%) e alle potenziali conseguenze psicosociali (60%) dell’utilizzo della cannabis.
Un dato particolarmente interessante riguarda le fonti di informazione: oltre la metà dei pazienti ha dichiarato di aver appreso delle possibili applicazioni terapeutiche della cannabis da amici o familiari, mentre soltanto il 22% ha ricevuto informazioni da un medico. Questo dato sottolinea la necessità di una maggiore informazione e formazione in ambito medico sui potenziali impieghi clinici dei cannabinoidi.
È importante sottolineare che lo studio aveva carattere osservazionale e non era stato progettato per dimostrare in maniera definitiva l’efficacia della cannabis nel trattamento dell’acufene. Inoltre, il numero relativamente ridotto di partecipanti limita la possibilità di generalizzare i risultati all’intera popolazione dei pazienti affetti da questa condizione clinica.
Nonostante tali limitazioni, i risultati ottenuti appaiono incoraggianti e contribuiscono a rafforzare l’interesse verso il potenziale terapeutico dei cannabinoidi nell’ambito dell’acufene. La presenza di meccanismi biologici plausibili, unita alle esperienze positive riportate da diversi pazienti, suggerisce che la cannabis terapeutica possa rappresentare una promettente area di ricerca.
Saranno necessari ulteriori studi clinici controllati per definire con maggiore precisione efficacia, sicurezza, dosaggi ottimali e modalità di somministrazione. Tuttavia, sulla base delle conoscenze attuali, i cannabinoidi potrebbero in futuro entrare a far parte di un approccio terapeutico integrato per alcuni pazienti con acufene, in particolare nei casi in cui siano presenti sintomi concomitanti quali ansia, insonnia o dolore cronico.
Riferimento bibliografico: Mavedatnia, D., Levin, M., Lee, J. W., Hamour, A. F., Dizon, K., & Le, T. (2023). Cannabis use amongst tinnitus patients: consumption patterns and attitudes. Journal of Otolaryngology-Head & Neck Surgery, 52(1), s40463-022.
Domande frequenti
Martorina Carmelo
Medico Chirurgo, specialista in diabetologia