Approfondimento ·

Infiorescenze ed estratti standardizzati per una terapia sempre più precisa

Le novità di Tilray Medical in Italia

Pubblicato il
11 Febbraio 2026
In sintesi
  • La standardizzazione di infiorescenze ed estratti consente di conoscere concentrazioni di THC e CBD e rende più precisa la titolazione. Tilray propone in Italia tre profili di infiorescenza e diversi estratti. Dose misurabile, aumento graduale e scelta della formulazione aiutano il medico a personalizzare la terapia e limitarne gli effetti indesiderati.

Quando si parla di cannabis terapeutica, il tema della standardizzazione sta assumendo un ruolo centrale. La possibilità di offrire prodotti con concentrazioni costanti, tracciabili e misurabili rappresenta oggi uno dei passaggi fondamentali per rendere la terapia con cannabinoidi sempre più controllabile e integrata nella pratica clinica. In questo contesto si inserisce l’evoluzione del portafoglio di Tilray Medical, realtà internazionale con presenza in oltre venti Paesi e sedi produttive europee in Portogallo e Germania.

L’azienda ha recentemente ampliato la propria offerta in Italia con l’introduzione di nuove infiorescenze proprietarie e con un portafoglio completo di estratti standardizzati, con l’obiettivo di fornire ai medici strumenti terapeutici modulabili e coerenti con le esigenze cliniche del singolo paziente.

Le nuove infiorescenze

Le infiorescenze autorizzate alla distribuzione sul territorio nazionale sono tre e coprono differenti profili di concentrazione e bilanciamento tra THC e CBD.

La prima è un’infiorescenza ad alto tenore di THC, con un range di concentrazione compreso tra il 23% e il 28%. Si tratta di un fiore secco di media dimensione e densità, con una presenza moderata di tricomi e un aroma non particolarmente intenso. Il profilo terpenico, variabile tra i diversi lotti di produzione, è caratterizzato prevalentemente da cariofillene e mircene. Questa formulazione trova naturale applicazione nelle aree terapeutiche in cui il THC svolge un ruolo centrale, come – per esempio – nel trattamento del dolore cronico e neuropatico.

Accanto a questa è stata introdotta un’infiorescenza con THC al 18%, con concentrazioni che oscillano tra il 15% e il 22%. Anche in questo caso i fiori sono di media dimensione, ma con un’aromaticità più marcata rispetto alla precedente. Il profilo terpenico resta dominato da cariofillene e mircene, pur con variazioni fisiologiche tra batch diversi. Rappresenta una soluzione intermedia per quei pazienti che necessitano di un buon apporto di THC con un’intensità sensoriale più evidente.

La terza infiorescenza è bilanciata, con contenuti di THC e CBD compresi tra l’8% e l’11%. Il fiore presenta una densità medio-alta di tricomi e un’aromaticità più contenuta. Il rapporto equilibrato tra i due principali fitocannabinoidi consente una modulazione dell’effetto del THC grazie alla presenza del CBD, risultando particolarmente interessante nei percorsi terapeutici che richiedono un equilibrio tra efficacia e tollerabilità.

Gli estratti standardizzati

Parallelamente alle infiorescenze, Tilray propone una gamma articolata di estratti standardizzati. Come detto in apertura di questo articolo, la standardizzazione consente di conoscere con precisione il contenuto di milligrammi di THC e CBD per millilitro e, di conseguenza, per singola goccia.

Tra le formulazioni disponibili figurano già soluzioni con prevalenza di CBD come il 5-20, formulazioni bilanciate come il 10-10 e un estratto ad alto tenore di THC. La disponibilità di flaconi di diversa capacità facilita ulteriormente la gestione terapeutica e può migliorare l’aderenza del paziente, soprattutto nei trattamenti a medio-lungo termine.

La centralità della titolazione personalizzata

La precisione posologica rappresenta uno dei punti cardine di questo approccio. Sapere esattamente quanti milligrammi di principio attivo vengono assunti per singola goccia consente al medico di monitorare l’andamento della terapia nel tempo, calibrare gli incrementi, ridurre il rischio di effetti collaterali e personalizzare il trattamento in modo più rigoroso.

La terapia con cannabinoidi, per sua natura, richiede un adattamento individuale progressivo. La possibilità di lavorare su concentrazioni costanti e misurabili rende questo processo più governabile e clinicamente sostenibile.

Le principali aree terapeutiche

Le aree terapeutiche in cui questi prodotti trovano applicazione sono molteplici. Gli estratti ad alto contenuto di CBD vengono generalmente impiegati in condizioni come epilessia e alcune patologie psichiatriche in cui si desidera limitare l’effetto psicotropo del THC.

Le formulazioni bilanciate trovano spazio nella gestione della nausea e del vomito indotti da chemioterapia, nel dolore oncologico, nei disturbi del sonno e in alcune patologie neurologiche.

Gli estratti ad alto contenuto di THC restano centrali nella gestione del dolore cronico e neuropatico, oltre che in situazioni caratterizzate da componente infiammatoria significativa o perdita di appetito.

I casi clinici presentati dal Dott. Alberto Vana, Medical Science Liaison di Tilray Medical Italia, evidenziano come la titolazione progressiva degli estratti abbia portato, in diversi contesti patologici, a un miglioramento della qualità della vita, a una riduzione della sintomatologia dolorosa e, in alcune situazioni, a una diminuzione del ricorso a terapie oppioidi.

La video-presentazione è disponibile per i professionisti sanitari registrati alla CLINN Academy.

Domande frequenti

Perché la standardizzazione è importante nella cannabis terapeutica?
Permette di lavorare con concentrazioni tracciabili e relativamente costanti, condizione necessaria per calcolare la quantità di THC e CBD assunta. Il medico può così confrontare le risposte nel tempo, calibrare gli incrementi e ridurre l’incertezza tipica di un prodotto vegetale non controllato.
Quali profili hanno le nuove infiorescenze Tilray descritte?
L’articolo presenta una varietà ad alto THC nel range 23-28%, una formulazione intermedia intorno al 18% e un’infiorescenza bilanciata con THC e CBD tra l’8% e l’11%. I tre profili offrono rapporti e intensità differenti per esigenze cliniche diverse.
Quali estratti standardizzati vengono citati?
Sono indicate formulazioni a prevalenza di CBD, come il profilo 5-20, un estratto bilanciato 10-10 e una soluzione ad alto contenuto di THC. Conoscere i milligrammi per millilitro e per goccia rende più semplice impostare una titolazione progressiva.
Che cosa significa titolazione personalizzata dei cannabinoidi?
Consiste nell’avviare il trattamento con una quantità definita e modificarla gradualmente in base a beneficio e tollerabilità. La concentrazione costante permette di sapere quanto principio attivo viene aggiunto a ogni passaggio e di collegare con maggiore precisione dose, risposta ed effetti avversi.
La stessa formulazione è adatta a tutte le condizioni cliniche?
No. L’articolo associa profili CBD-dominanti, bilanciati o THC-dominanti ad aree terapeutiche differenti, ma la scelta effettiva dipende dal singolo caso. Indicazione, rapporto tra cannabinoidi, via di somministrazione e velocità di incremento devono essere decisi e monitorati dal medico.