Approfondimento ·

Sjögren

I cannabinoidi al fianco delle terapie di prima linea

Pubblicato il
8 Luglio 2021
In sintesi
  • La sindrome di Sjögren è una malattia autoimmune che colpisce soprattutto ghiandole lacrimali e salivari, causando secchezza di occhi e bocca, ma può interessare anche altri tessuti. CLINN propone i cannabinoidi come possibile supporto antalgico e antinfiammatorio, avvertendo che il THC può accentuare la secchezza delle fauci.

Principali colpevoli sono anticorpi, linfociti di tipo B e T e immunocomplessi. A essere colpite sono le ghiandole esocrine, con particolare incidenza per quelle salivari e lacrimali, oltre a tessuti extraghiandolari. Ciò causa, nello specifico, una progressiva incapacità di produzione di saliva e lacrime. Inoltre, la patologia può estendersi all’intera area di bocca e occhi, fino al tratto respiratorio superiore e alla vagina.

La sindrome di Sjögren può colpire le persone di ogni età, con una maggiore prevalenza nella fascia superiore ai 40-50 anni. La maggior parte di coloro che ne vengono colpiti appartengono al genere femminile (circa il 90%), ma può in ogni caso presentarsi anche negli uomini.

La sindrome di Sjögren può comparire in due distinte forme, definite come primitiva e secondaria. La forma primitiva della patologia è quella in cui la malattia autoimmune si presenta in maniera isolata, senza alcuna comorbidità. La seconda, invece, è quella in cui ad aggravare i sintomi della Sjorgren si presentano altre patologie autoimmuni come le già citate artrite reumatoide e LES (Lupus eritematoso sistemico), tiroidite di Hashimoto, vasculiti sistemiche, sclerodermia e connettivite.

Cosa comporta?

Il cavo orale può riportare infezioni micotiche, oltre a tosse, raucedine e difficoltà nella parola dovute all’estensione della patologia alle alte vie respiratorie. Per quanto riguarda gli occhi, nello specifico la Sjögren può provocare prurito e sensazione di irritazione assimilabili alla presenza di materiale esterno (polvere o sabbia), sguardo stanco e occhi pesanti, quadro definito come cheratocongiuntivite secca. In alcuni casi si possono riscontrare anche una notevole sensibilizzazione o totale intolleranza alla luce (fotofobia), fino ad arrivare nelle forme più gravi a lesioni della cornea di diversa entità.

Nella popolazione femminile, a questi sintomi può aggiungersi anche la secchezza vaginale, che può determinare problemi nella sfera sessuale ed emotiva e predisporre a frequenti infezioni locali. A causa di alcune comorbidità con altre patologie di tipo autoimmune, la sindrome può esordire con infiammazione delle articolazioni, con rigidità e dolore dopo il riposo (tipiche dell’artrite reumatoide), stanchezza e neuropatie che producono la sensazione tipica di insensibilità agli arti.

I benefici della cannabis medica

Le malattie di questo tipo hanno un importante impatto su tutto il nostro organismo e si caratterizzano per un andamento progressivo, alternando fasi di attività e fasi di remissione. La terapia con cannabinoidi può affiancarsi alle terapie di prima linea nella cura di questa sindrome, di cui purtroppo conosciamo ancora molto poco.

L’utilizzo della cannabis terapeutica può portare beneficio sui sintomi per l’azione antinfiammatoria, antalgica e immunomodulante. Mentre il CBD può essere utilizzato senza problemi per la quasi assenza di effetti collaterali, il THC va monitorato con più attenzione: tra gli effetti collaterali elenchiamo infatti secchezza delle fauci, effetto che, soprattutto in questa condizione, non è auspicabile. È comunque dose dipendente e la contemporanea somministrazione del CBD contribuisce ad attenuarne gli effetti collaterali.

Domande frequenti

Che cos’è la sindrome di Sjögren?
È una malattia autoimmune in cui la risposta immunitaria danneggia soprattutto le ghiandole esocrine. La riduzione di lacrime e saliva provoca secchezza, ma possono essere coinvolti vie respiratorie, articolazioni, nervi e apparato genitale.
Quali sintomi vengono descritti nella pagina?
Sono citati bocca secca, difficoltà nel parlare, tosse o raucedine, occhi irritati con sensazione di sabbia, fotofobia e possibile secchezza vaginale. Possono aggiungersi stanchezza, dolori articolari e neuropatie.
Quale cautela viene indicata per il THC?
Il THC può causare secchezza delle fauci, un effetto particolarmente poco desiderabile nella Sjögren. Per questo composizione e dose devono essere valutate con attenzione; la pagina attribuisce al CBD una maggiore maneggevolezza.
Come si proteggono occhi e bocca nella Sjögren?
Il medico può indicare lacrime o sostituti salivari e misure per mantenere l’idratazione. Controlli oculistici e odontoiatrici sono importanti perché secchezza persistente aumenta il rischio di lesioni corneali, carie e infezioni.
Quali specialisti possono essere coinvolti?
Il reumatologo coordina spesso il percorso, affiancato da oculista, odontoiatra, ginecologo o neurologo secondo i sintomi. Un approccio multidisciplinare distingue la forma primaria da quella associata ad altre malattie autoimmuni.