Approfondimento ·

Tumori solidi

La cannabis alleata nella lotta ai tumori

Pubblicato il
8 Luglio 2021
In sintesi
  • I tumori solidi derivano dalla proliferazione incontrollata di cellule e possono essere benigni o maligni; questi ultimi possono diffondersi formando metastasi. Le terapie principali restano chirurgia, chemioterapia e radioterapia. CLINN descrive la cannabis soprattutto come supporto sintomatico per dolore, nausea, inappetenza, stipsi, umore e neuropatie.

La struttura specifica dei tumori solidi richiama alla mente quella del tessuto sano, formata da due separate sezioni denominate parenchima e stroma. Le tipologie di tumori solidi esistenti sono molte, in base agli organi coinvolti e all’evoluzione della malattia, e possono colpire ogni fascia della popolazione indipendentemente dall’età o dal sesso. Tra i più diffusi in Italia vi sono i tumori della mammella, della prostata, del polmone e del colon-retto. In particolare, in età pediatrica i principali tumori riscontrati sono quelli del sistema nervoso centrale, il tumore di Wilms, il neuroblastoma, i sarcomi (tra cui il sarcoma di Ewing), gli osteosarcomi e il retinoblastoma.

Generato da una mutazione di geni che regolano la vita e la proliferazione delle cellule, l’accumulo anomalo può scatenare la degenerazione cellulare: solitamente in tempi variabili, in base anche all’età del paziente, a causa di fattori ambientali o l’esposizione ad agenti cancerogeni. Tra i fattori scatenanti più noti ci sono il fumo di sigaretta, l’amianto o alcune sostanze chimiche derivate da processi industriali. Anche le abitudini alimentari non corrette possono aumentare il rischio di insorgenza tumorale, ovvero una dieta non equilibrata, povera di frutta e verdura e sbilanciata su alimenti di origine industriale, il sovrappeso, l’abuso di alcol e una scarsa attività fisica con conseguente sedentarietà.

I tumori solidi possono presentarsi con sintomi specifici in base al tipo di patologia e alla sua localizzazione. Questa formazione viene individuata attraverso esami strumentali. Può essere sospettata in seguito alla comparsa di sintomi oppure può essere talvolta riscontrata accidentalmente nel corso di indagini eseguite per altri motivi.

Il ruolo strategico della cannabis medica nella terapia

In base alla posizione e alle dimensioni, gli specialisti possono scegliere la migliore metodologia di intervento. Le strategie disponibili per curare queste patologie sono di tipo chirurgico, chemioterapico o radioterapico. La scelta della cura può comprendere anche tutte e tre le metodiche, dipende dalla localizzazione, dalle dimensioni e dalla presenza o meno di metastasi. Le cure sono dettate anche dalle condizioni cliniche del paziente al momento della diagnosi e dalle sue scelte individuali, che vanno sempre considerate. Spesso si sceglie di utilizzare un approccio combinato contro i tumori solidi, impiegando in prima fase la chemioterapia in modo da ridurre le dimensioni della massa (chemioterapia neoadiuvante) e successivamente rimuovendo chirurgicamente la massa stessa.

La cannabis terapeutica può avere un ruolo strategico con queste patologie, sia per aspetti legati direttamente alla situazione clinica, sia per ridurre gli effetti collaterali dei farmaci chemioterapici e antidolorifici oppiacei. In particolare, si può valutare un preparato con percentuali equivalenti di THC e CBD, come il Bediol, per agire sui dolori, sulla nausea/vomito e inappetenza, sul tono dell’umore, sulla stipsi e sulle neuropatie spesso provocate dai farmaci. Molti di questi effetti dipendono dal THC che, come sappiamo, ad alte dosi può dare effetti psicotropi, tachicardia e ipotensione. Il CBD ha l’importante funzione di immunomodulatore e antinfiammatorio e inoltre mitiga notevolmente gli effetti indesiderati del THC. Sono presenti studi su modello animale, relativi ad alcune tipologie specifiche di tumore (glioblastoma), in cui l’utilizzo di dosi elevate di THC rallenterebbero la progressione della malattia, talvolta riducendo le dimensioni della massa primaria. Per il momento utilizziamo i cannabinoidi soprattutto come terapia sintomatica, volta a migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Domande frequenti

Che cosa sono i tumori solidi?
Sono masse formate dalla proliferazione incontrollata di cellule trasformate. Possono essere benigne o maligne; un tumore maligno nasce in un organo e può diffondersi attraverso sangue o linfa, formando metastasi in altri distretti.
Quali sono i principali trattamenti dei tumori solidi?
In base a sede, dimensioni, diffusione e condizioni del paziente, gli specialisti possono utilizzare chirurgia, chemioterapia e radioterapia, singolarmente o in combinazione. Il piano terapeutico viene definito dall’équipe oncologica.
Quale ruolo attribuisce la pagina alla cannabis terapeutica?
La descrive soprattutto come terapia sintomatica per dolore, nausea e vomito, inappetenza, stipsi, tono dell’umore e neuropatie legate ai farmaci. Non viene presentata come sostituto dei trattamenti antitumorali standard.
Come viene confermata la diagnosi di un tumore solido?
La diagnosi può richiedere imaging, esami di laboratorio e spesso una biopsia con analisi istologica. Il percorso cambia in base all’organo coinvolto e serve anche a definire stadio e caratteristiche biologiche della malattia.
Perché è essenziale verificare le interazioni tra cannabis e terapie oncologiche?
Cannabinoidi e altri farmaci possono condividere vie metaboliche e modificare sedazione, pressione o altri effetti. L’oncologo e il medico prescrittore devono conoscere tutti i prodotti assunti, comprese formulazioni non prescritte e integratori.