Approfondimento ·

Il 2020 segna il record di studi scientifici sulla cannabis

Dimostra l’interesse crescente del mondo scientifico nei confronti della sostanza

Pubblicato il
24 Gennaio 2021
In sintesi
  • Nel 2020 PubMed indicizzava oltre 3.700 pubblicazioni trovate con la parola chiave “marijuana”, un massimo annuale e un forte aumento rispetto ai decenni precedenti. Il dato documenta l’espansione dell’interesse scientifico per cannabis e cannabinoidi, ma il numero di articoli non misura da solo qualità, evidenza clinica o conferma dell’efficacia per specifiche patologie.

Nel 2020 è record di studi sulla cannabis. Nell’anno che ha segnato l’inizio del nuovo decennio, i ricercatori di tutto il mondo hanno pubblicato un numero mai raggiunto prima di studi scientifici sui cannabinoidi: i dati raccolti dalla National Library of Medicine e da PubMed.gov parlano di oltre 3.700 ricerche, individuate digitando la parola chiave “marijuana”.

Una cifra da record, che dimostra l’interesse crescente del mondo scientifico nei confronti della sostanza che, con i suoi numerosi principi attivi, si sta dimostrando efficace nel trattamento di diverse patologie. In tutto il mondo, infatti, i governi stanno approvando regole sempre più inclusive, per permettere ai malati di accedere alle cure a base di cannabis terapeutica, la cui sicurezza ed efficacia è stata dimostrata per diversi disturbi.

Gli oltre 3.700 studi pubblicati durante il 2020 rappresentano un numero mai raggiunto fino ad oggi. Si pensi che, tra il 1990 e il 2000, le ricerche totali avevano di poco superato i 3.000: una cifra ampiamente raggiunta e superata in un solo anno. In generale, il numero degli studi sulla cannabis è aumentato esponenzialmente negli ultimi anni: dal 2000 sono stati pubblicati quasi 27.000 ricerche, di cui oltre 20.000 solo dal 2010. Dal 1840 ad oggi, PubMed riferisce di oltre 35.000 pubblicazioni scientifiche relative alla cannabis.

Una revisione del 2018 aveva valutato le tendenze delle pubblicazioni relative alla marijuana, sottolineandone l’aumento esponenziale degli ultimi anno. Una crescita che va di pari passo con l’aumento dell’uso medico della sostanza, sintomo di un’attenzione sempre maggiore della medicina verso le potenzialità della cannabis nel trattamento di varie patologie.

Domande frequenti

Quante pubblicazioni sulla cannabis venivano riportate per il 2020?
L’articolo indica oltre 3.700 risultati in National Library of Medicine e PubMed.gov ottenuti cercando la parola chiave “marijuana”, descrivendoli come un record annuale.
Come era cresciuta la letteratura nei decenni precedenti?
Secondo i numeri riportati, dal 2000 erano state pubblicate quasi 27.000 ricerche, oltre 20.000 dal 2010; tra 1990 e 2000 il totale superava di poco 3.000. Le cifre dipendono dalla strategia di ricerca usata.
Che cosa indica l’aumento delle pubblicazioni?
Indica maggiore attenzione scientifica e istituzionale verso cannabinoidi, usi medici, rischi e politiche. Non permette però di sapere quanti studi siano clinici, positivi, indipendenti o metodologicamente solidi.
Perché contare i risultati PubMed non misura l’efficacia di una terapia?
Un conteggio include studi di laboratorio, revisioni, osservazioni, commenti e ricerche con esiti diversi. L’efficacia richiede valutare disegno, qualità, numerosità, coerenza, rilevanza degli esiti e rischio di bias.
Come si valuta rapidamente la solidità di una prova sui cannabinoidi?
Occorre identificare popolazione, prodotto e dose, comparatore, tipo di studio, dimensione del campione, esiti clinici, durata, eventi avversi e finanziamento. Revisioni sistematiche e linee guida aggiornate aiutano a integrare i singoli risultati.