Cannabis e disturbi dello spettro autistico (DSA)
I vantaggi del trattamento con cannabis terapeutica
- Nel disturbo dello spettro autistico, piccoli studi osservazionali su bambini hanno riportato possibili miglioramenti di irritabilità, iperattività, sonno e ansia con formulazioni ricche di CBD, ma anche peggioramenti ed effetti avversi. Occorrono ulteriori studi clinici controllati.
L’autismo, noto anche come disturbo dello spettro autistico (ASD), è una condizione del neurosviluppo complessa e multifattoriale che può influire sulla comunicazione, sull’interazione sociale, sul comportamento e sull’elaborazione degli stimoli sensoriali. Si parla di “spettro” perché le caratteristiche e il livello di supporto necessario possono variare significativamente da una persona all’altra.
Le cause dell’autismo non sono ancora completamente comprese. Le evidenze scientifiche indicano un ruolo importante di fattori genetici, insieme al possibile contributo di alcuni fattori ambientali e prenatali. Sono state identificate numerose varianti genetiche associate a una maggiore probabilità di sviluppare un disturbo dello spettro autistico, ma non esiste una singola causa genetica o ambientale responsabile dell’autismo. Alcuni fattori prenatali e perinatali sono stati associati a un aumento del rischio, ma la loro presenza non implica necessariamente lo sviluppo del disturbo.
Le caratteristiche dell’autismo possono variare ampiamente tra gli individui, ma alcune delle più comuni includono:
- Difficoltà nella comunicazione e nell’interazione sociale: possono comprendere difficoltà nell’uso e nella comprensione del linguaggio, nella reciprocità della conversazione e nell’interpretazione di alcuni aspetti della comunicazione non verbale, come gesti ed espressioni facciali.
- Comportamenti e interessi ristretti o ripetitivi: possono manifestarsi attraverso movimenti ripetitivi, una marcata preferenza per routine e prevedibilità e interessi particolarmente intensi o circoscritti.
- Differenze nell’elaborazione sensoriale: possono comprendere una maggiore o minore sensibilità a stimoli come suoni, luci, odori e contatto fisico.
La diagnosi di autismo si basa sulla valutazione clinica dello sviluppo e del comportamento e non esiste attualmente una cura in grado di eliminare la condizione.
I trattamenti sono finalizzati a sostenere le capacità comunicative, sociali e adattive e a migliorare la qualità della vita. Possono comprendere interventi comportamentali ed educativi, terapie della comunicazione e del linguaggio, supporto psicologico e, quando indicato, trattamenti farmacologici rivolti a specifici sintomi o condizioni associate. Un intervento precoce e personalizzato può favorire lo sviluppo delle competenze e il benessere della persona.
Il ruolo dei cannabinoidi nel trattamento dell’autismo
I cannabinoidi sono composti presenti nella pianta di cannabis che possono interagire con il sistema endocannabinoide (SEC), un sistema di regolazione coinvolto in numerosi processi fisiologici, tra cui la modulazione della funzione nervosa, dell’umore, dell’appetito, della memoria e della percezione del dolore.
Tra i cannabinoidi più studiati troviamo il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD), caratterizzati da proprietà farmacologiche differenti. Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse scientifico per il possibile impiego dei cannabinoidi nella gestione di alcuni sintomi e condizioni associate all’autismo, come irritabilità, comportamenti aggressivi, ansia, disturbi del sonno e alcune difficoltà comportamentali.
Nel 2019 è stato pubblicato uno studio dal titolo “Oral Cannabidiol Use in Children With Autism Spectrum Disorder to Treat Related Symptoms and Co-morbidities”. L’obiettivo di questo studio era descrivere l’esperienza dei genitori che somministravano, sotto la supervisione dei medici, cannabidiolo orale ai propri figli con disturbi dello spettro autistico (ASD). Dopo aver ottenuto una licenza dal Ministero della Salute israeliano, i genitori dei bambini con ASD sono stati istruiti da un’infermiera sulla modalità di somministrazione delle gocce di olio di cannabidiolo per via orale. Le informazioni relative ai sintomi associati e alla sicurezza sono state raccolte prospetticamente durante interviste di follow-up ogni due settimane. Un gruppo indipendente di specialisti ha analizzato i dati relativi alle variazioni dei sintomi e alla sicurezza del trattamento.
Nello studio sono stati coinvolti 53 bambini con un’età media di 11 anni (4-22) che hanno ricevuto cannabidiolo per una durata media di 66 giorni (30-588). I risultati hanno indicato che i sintomi di autolesionismo e gli attacchi di rabbia erano migliorati nel 67,6% dei casi e peggiorati nell’8,8%.
I sintomi di iperattività erano migliorati nel 68,4%, rimasti invariati nel 28,9% e peggiorati nel 2,6%. I problemi del sonno erano migliorati nel 71,4% e peggiorati nel 4,7%. L’ansia era migliorata nel 47,1% dei casi e peggiorata nel 23,5%. Gli effetti indesiderati, principalmente sonnolenza e variazioni dell’appetito, erano generalmente lievi.
È importante sottolineare che si trattava di uno studio osservazionale, basato sull’esperienza riferita dai genitori e privo di un gruppo di controllo: i risultati sono quindi interessanti soprattutto come interessante indicazione preliminare, piuttosto che come conclusione definitiva sull’efficacia del CBD nel supporto di pazienti con autismo.
Un ulteriore studio, pubblicato nel 2021 da Aran et al., ha coinvolto 150 bambini e adolescenti con ASD in uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo. I partecipanti hanno ricevuto un estratto di cannabis contenente CBD e THC in rapporto 20:1, una preparazione a base di cannabinoidi purificati o placebo.
I risultati sono stati misti: l’estratto di cannabis ha prodotto un miglioramento significativo in alcune misure comportamentali, con il 49% dei partecipanti giudicato molto o moltissimo migliorato per i comportamenti dirompenti, rispetto al 21% del gruppo placebo. Tuttavia, l’endpoint principale relativo ai problemi comportamentali non ha mostrato una differenza significativa rispetto al placebo. Questo studio rappresenta un’evidenza più solida rispetto ai precedenti studi osservazionali, ma i risultati non consentono ancora di considerare i cannabinoidi un trattamento consolidato dell’autismo. Il possibile beneficio sembra riguardare soprattutto alcuni sintomi e comportamenti associati, piuttosto che il disturbo dello spettro autistico in sé.
In conclusione, la cannabis terapeutica e, in particolare, i cannabinoidi come CBD e THC rappresentano un ambito di ricerca emergente nel contesto dell’autismo, soprattutto per la possibile gestione di alcuni sintomi associati, tra cui irritabilità, disturbi del sonno, ansia e problematiche comportamentali.
I risultati preliminari disponibili sono interessanti e suggeriscono un possibile ruolo complementare in pazienti selezionati. Sono pertanto auspicabili ulteriori studi clinici controllati per definire con maggiore precisione efficacia, dosaggi, sicurezza e profilo dei pazienti che potrebbero trarre il maggior beneficio da questo tipo di trattamento.
Riferimenti bibliografici:
Aran, A., Harel, M., Cassuto, H., Polyansky, L., Schnapp, A., Wattad, N., … & Castellanos, F. X. (2021). Cannabinoid treatment for autism: a proof-of-concept randomized trial. Molecular autism, 12(1), 6.
Barchel, D., Stolar, O., De-Haan, T., Ziv-Baran, T., Saban, N., Fuchs, D. O., … & Berkovitch, M. (2019). Oral cannabidiol use in children with autism spectrum disorder to treat related symptoms and co-morbidities. Frontiers in pharmacology, 9, 1521.