Approfondimento ·

CBD e Sport: allontaniamo i pregiudizi

Gli atleti possono assumerlo, poiché non è doping

Pubblicato il
5 Aprile 2022
In sintesi
  • Il CBD non è incluso tra le sostanze proibite dall’antidoping dal 2018, mentre THC e altri cannabinoidi possono esserlo secondo regole e soglie vigenti. È studiato per dolore, infiammazione, ansia e recupero, ma le prove sportive sono limitate. Prodotti contaminati possono causare positività: l’atleta deve verificare lista aggiornata, qualità e necessità clinica.

Il rapporto tra CBD e Sport è sempre più intenso, nonostante siano presenti molti pregiudizi così radicati che stentano ancora a cadere. Il cannabidiolo è sempre più utilizzato in più ambiti del professionismo sportivo e più passa il tempo e più la platea si allarga fino agli atleti amatoriali o semplici appassionati di fitness che trovano giovamento dalle sue interessanti proprietà farmacologiche.

Il CBD non è doping

Quando si parla di cannabis terapeutica c’è ancora qualcuno che storce il naso pensando sia una sostanza dopante, mettendo pregiudizi e verità in un unico calderone. È bene precisare, dunque, che per l’Agenzia Mondiale Anti-Doping è il THC a rientrare nell’elenco delle sostanze proibite, poiché il tetraidrocannabinolo potrebbe influire sulle performance degli atleti.

Dal 2018, davanti alle evidenze, il CBD è stato eliminato da quella stessa lista e questo ha aperto al suo utilizzo in ambito professionistico e amatoriale.

Gli effetti benefici del CBD negli sportivi

Qualsiasi tipo di attività fisica si affronti è normale incontrare dolori e infiammazioni di vario genere. Il CBD è un grande alleato degli sportivi perché ha delle comprovate attività antidolorifiche e antinfiammatorie e lo pone come una validissima alternativa ai classici farmaci FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei), ma anche agli oppioidi.

Il CBD trova razionale d’utilizzo anche nella gestione dell’indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata (DOMS): agisce sul sistema endocannabinoide, riducendo la sensazione di dolore nel post-allenamento, permettendo un recupero più rapido. Inoltre, questo principio attivo della cannabis svolge un ruolo importantissimo nel migliorare l’efficacia della riabilitazione, facilitando il lavoro del fisioterapista nell’ambito del trattamento di problematiche muscolo-scheletriche.

Non solo muscoli

Il CBD può essere utilizzato dagli atleti prima, durante o dopo una performance particolarmente importante che inevitabilmente li sottopone ad ansia e stress. Il CBD, infatti, potrebbe rivelarsi un efficace alleato contro gli stati ansiosi e facilitano il processo di estinzione delle paure.

Inoltre, grazie agli effetti neuroprotettivi, il CBD viene utilizzato spesso negli sport da contatto (come il pugilato, per esempio) in cui il rischio di sviluppare complicanze neurologiche in seguito a ripetuti traumi cranici è alto. Una commozione cerebrale, anche di piccola entità, può causare mal di testa, vertigini, compromissione della memoria e affaticamento: in questo caso, l’olio di CBD compensa l’assenza di terapia adeguate grazie alle sue proprietà che consentono di diminuire la neuroinfiammazione e lo stress ossidativo.

Il potenziale del CBD si fa strada anche nello sport e può aiutare gli atleti ad affrontare dolori, infortuni, ansia e stress: tuttavia, è bene sottolineare che occorre sempre affidarsi a un professionista prima di assumere la cannabis, poiché non basta acquistare uno dei tanti prodotti a base di CBD che si trovano in commercio (anche a causa della scarsa regolamentazione e controllo su quei prodotti).

Se sei un atleta o un grande appassionato di fitness e vuoi capire di più su tema cannabis e sport e prenderne in considerazione l’uso terapeutico, puoi chiedere un consulto con i nostri specialisti.

Domande frequenti

Il CBD è considerato doping?
L’articolo ricorda che WADA lo ha rimosso dalla lista nel 2018, mentre il THC è vietato nel contesto previsto dalle regole. La lista cambia annualmente e va controllata prima dell’uso.
Per quali obiettivi gli atleti usano CBD?
Dolore e infiammazione post-allenamento, indolenzimento muscolare, sonno, ansia da prestazione e supporto alla riabilitazione. L’articolo propone questi ambiti, ma non dimostra miglioramento diretto della performance.
Che cosa afferma l’articolo sugli sport da contatto?
Ipotizza un ruolo neuroprotettivo contro neuroinfiammazione e stress ossidativo dopo traumi. Non ci sono nel testo prove per usare CBD come trattamento di una commozione cerebrale o per accelerare il ritorno allo sport.
Perché un prodotto “solo CBD” può comunque creare un problema antidoping?
Può contenere THC o altri cannabinoidi non dichiarati a causa di contaminazione o etichetta inesatta. Certificazioni di lotto riducono ma non eliminano il rischio, che resta responsabilità dell’atleta.
Il CBD può sostituire la valutazione di un infortunio?
No. Ridurre il dolore può mascherare una lesione e favorire un rientro precoce. Trauma cranico, debolezza, gonfiore importante o dolore persistente richiedono diagnosi e protocollo riabilitativo.