Approfondimento ·

Il CBD contro i disturbi della pelle

Il potenziale terapeutico del CBD per la salute cutanea

Pubblicato il
20 Gennaio 2021
In sintesi
  • Una revisione descrive il sistema endocannabinoide cutaneo e il potenziale del CBD topico per disturbi della pelle. Recettori e componenti correlati sono presenti in fibre nervose, derma, ghiandole e follicoli, offrendo una base biologica alla ricerca. Le prove disponibili erano però soprattutto precliniche e mancavano conferme cliniche sufficienti su efficacia, dose e sicurezza.

Il CBD può avere potenziali caratteristiche terapeutiche per la salute e contro i disturbi della pelle. A ribadirlo è stato un gruppo di scienziati americani, che ha condotto un’analisi sugli ultimi progressi della ricerca sul cannabidiolo e sulle sue possibili applicazioni contro i disturbi cutanei.

Il cannabidiolo (CBD) è uno dei principali componenti della cannabis e, negli ultimi anni, è finito al centro dell’attenzione dei ricercatori di tutto il mondo, che hanno scoperto le sue qualità terapeutiche in diverse condizioni mediche, i cui sintomi sono solitamente resistenti ai farmaci tradizionali.

Gli studiosi statunitensi hanno ricordato il funzionamento del sistema endocannabinoide, i cui recettori CB1 e CB2 sono stati identificati anche nella pelle, in particolare nelle fibre nervose cutanee, nelle cellule del derma, nelle ghiandole sudoripare e nei follicoli piliferi. Dato che il sistema endocannabinoide svolge una funzione regolatoria nella pelle, spiegano i ricercatori, “è plausibile che il trattamento con cannabinoidi topici possa essere efficace per alcuni disturbi o per la salute della pelle in generale”. L’efficacia del CBD potrebbe essere legata alla via di somministrazione: fino ad oggi, la maggior parte delle prove cliniche si è concentrata sugli effetti di cannabinoidi inalati, consumati o iniettati, ma gli studiosi mettono l’accento sull’applicazione topica, cioè locale.

Diverse prove precliniche suggerirebbero l’efficacia dell’applicazione topica del CBD per alcuni disturbi della pelle. Ma, al momento, non sono ancora state identificate prove cliniche a sostegno di questa tesi. “Nonostante le promettenti ricerche sul potenziale terapeutico topico mirato al sistema endocannabinoide -spiegano i ricercatori- molto rimane sconosciuto sulla complessità delle interazioni dei cannabinoidi con altri sistemi del corpo umano”.

Pertanto, concludono gli scienziati, nonostante le potenzialità terapeutiche del CBD sui disturbi cutanei, sarà necessaria un’intensa ricerca scientifica. Ma lo studio guarda anche al futuro, oltre il CBD: “I benefici terapeutici dei fitocannabinoidi della canapa e di altri prodotti botanici con attività simile, molto probabilmente saranno al centro della ricerca futura”.

Domande frequenti

Dove si trovano componenti del sistema endocannabinoide nella pelle?
L’articolo richiama recettori CB1 e CB2 in fibre nervose cutanee, cellule del derma, ghiandole sudoripare e follicoli piliferi. La loro presenza suggerisce funzioni regolatorie da studiare.
Perché viene studiata l’applicazione topica del CBD?
L’applicazione locale può indirizzare l’ingrediente alla zona cutanea interessata e differisce dalle vie inalata, orale o iniettiva. La plausibilità biologica non definisce però la dose efficace o la capacità di attraversare la barriera cutanea.
Esistevano prove cliniche solide per i disturbi cutanei?
No. La revisione riportava risultati preclinici promettenti, ma non identificava prove cliniche sufficienti a sostenere l’efficacia terapeutica del CBD topico per specifiche malattie della pelle.
Un cosmetico al CBD è equivalente a un farmaco dermatologico?
No. Un cosmetico è destinato a funzioni come protezione o mantenimento della pelle e non deve rivendicare la cura di una malattia. Un medicinale richiede prove, dose, qualità e autorizzazione specifiche.
Quali rischi può avere un prodotto topico al CBD?
Può causare irritazione o allergia per CBD, veicolo, profumi o conservanti; qualità e concentrazione possono variare. Una lesione persistente, infetta o sospetta richiede visita dermatologica e non dovrebbe essere coperta da automedicazione.