Approfondimento ·

Le potenzialità della cannabis nella chirurgia ortopedica

I cannabinoidi utili come analgesici aggiuntivi

Pubblicato il
22 Gennaio 2021
In sintesi
  • Una revisione sistematica ha cercato studi sui cannabinoidi nella chirurgia ortopedica e ha rilevato segnali di possibile beneficio nel recupero, nell’analgesia e nella riduzione della morfina. Soltanto due studi erano esclusivamente ortopedici e molti dati provenivano da campioni misti, rendendo incerto l’effetto reale. Gli autori chiedono trial randomizzati specifici prima dell’adozione clinica.

I cannabinoidi potrebbero essere utili come analgesici aggiuntivi per i pazienti sottoposti a chirurgia ortopedica. È quanto sostiene un gruppo di ricercatori statunitensi, che ha condotto una revisione sistematica degli studi terapeutici, individuati combinando le parole chiave relative alla cannabis e alla chirurgia ortopedica.

L’obiettivo della ricerca era “riassumere le prove disponibili degli effetti analgesici” dei cannabinoidi nell’ambito della chirurgia ortopedica. Per questo scopo, il 1 marzo 2020, gli autori dello studio hanno consultato vari database, tra cui EMBASE, PubMed, Ovid MEDLINE, PsycInfo e Google Scholar, per cercare la letteratura che ha valutato l’effetto dei cannabinoidi. Dalla ricerca è emerso “il beneficio dei cannabinoidi sul recupero post-operatorio e sulla riduzione dell’uso di morfina a seguito di procedure ortopediche”.

Ma lo studio presenta dei limiti non indifferenti, primo fra tutti la scarsità della letteratura in materia. “Gran parte dei nostri dati sono stati estratti da documenti in cui solo una frazione dei soggetti è stata sottoposta a procedure ortopediche o aveva condizioni ortopediche- spiegano i ricercatori- È impossibile sapere in questi studi quale fosse il vero impatto dei cannabinoidi sui pazienti ortopedici dato che i dati di tutti i soggetti sono stati combinati”. Solo due studi tra quelli analizzati, infatti, avevano preso in considerazione pazienti esclusivamente ortopedici.

“È opinione degli autori che i cannabinoidi possano rappresentare una soluzione aggiuntiva nel fornire ulteriore analgesia e nel tentativo di combattere l’uso eccessivo di oppioidi all’interno della chirurgia ortopedica”, concludono gli autori della revisione. I risultati complessivi, infatti, mostrano la “potenziale utilità dei cannabinoidi come analgesici aggiuntivi e per mitigare l’uso di oppioidi”. Ma attualmente non ci sono prove abbastanza solide e convincenti che indichino l’efficacia della cannabis come analgesico aggiuntivo nella chirurgia ortopedica. Per questo “è necessario produrre prove rigorose con studi clinici controllati randomizzati ben progettati specifici per la chirurgia ortopedica per stabilire ulteriormente questi effetti”.

Domande frequenti

Qual era l’obiettivo della revisione sui cannabinoidi in ortopedia?
Riassumere le prove disponibili sugli effetti analgesici dei cannabinoidi nel periodo perioperatorio e valutare il possibile contributo al recupero e alla riduzione dell’uso di morfina dopo procedure ortopediche.
Quali segnali positivi sono emersi?
Alcuni studi suggerivano beneficio sul dolore post-operatorio, sul recupero e sul consumo di morfina. La revisione li interpreta come segnali di possibile utilità aggiuntiva, non come prova definitiva.
Perché le conclusioni erano incerte?
La letteratura era scarsa e molti studi combinavano pazienti ortopedici con altre popolazioni, senza risultati separati. Solo due lavori riguardavano esclusivamente procedure o condizioni ortopediche.
Che cosa significa analgesico aggiuntivo?
È un trattamento usato insieme al piano analgesico principale per migliorare il controllo del dolore o ridurre il bisogno di altri farmaci. Non implica che possa sostituire anestesia, fisioterapia o analgesici standard.
Quali rischi vanno valutati dopo un intervento ortopedico?
Sedazione, capogiri, nausea, alterazioni cognitive, cadute e interazioni con oppioidi, anticoagulanti o altri farmaci possono ostacolare mobilizzazione e recupero. Qualunque cannabinoide deve essere coordinato con chirurgo e anestesista.