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Come si accede alla cannabis medica in Italia

Revisione medica
Pubblicato il
25 Giugno 2023
In sintesi
  • Per ottenere cannabis medica in Italia serve una valutazione di un medico abilitato, preferibilmente esperto, che esamini diagnosi, documentazione, terapie precedenti e rischi. Le indicazioni ministeriali includono alcuni sintomi refrattari; la prescrizione privata può riguardare altri usi sostenuti da letteratura. Il farmaco si ritira in farmacia con ricetta e follow-up periodico.

Una delle domande che ci viene posta più spesso è come farsi prescrivere la cannabis terapeutica in Italia. In questo articolo vogliamo affrontare, in parole povere, qual è l’iter che occorre seguire.

Il primo passo per ottenere la cannabis terapeutica è consultare un medico che valuterà le condizioni cliniche del paziente e deciderà se la cannabis medica può essere un’opzione terapeutica valida.

In linea generale, la prescrizione della cannabis terapeutica può essere effettuata da tutti i medici iscritti all’Ordine, nel rispetto delle indicazioni e della normativa vigente. Come è comprensibile, l’approccio a questa terapia può variare tra i professionisti, anche in relazione alla formazione specifica, all’esperienza clinica e alla valutazione individuale del rapporto tra benefici attesi e possibili rischi.

Per questo, comunque, l’ideale è rivolgersi a un medico esperto in terapie con cannabinoidi, che abbia dunque anche esperienza con la prescrizione e la gestione del piano terapeutico.

Quando può essere prescritta

Stando alle linee guida del Ministero della Salute, la prescrizione della cannabis può avvenire se si presentano queste circostanze:

  • come analgesico per le patologie che provocano spasticità e dolore, come la sclerosi multipla, nel caso in cui le terapie convenzionali non si siano rivelate efficaci;
  • come analgesico contro il dolore cronico, soprattutto se neuropatico, “in cui il trattamento con antinfiammatori non steroidei o con farmaci cortisonici o oppioidi si sia rivelato inefficace”;
  • come rimedio agli effetti della nausea e del vomito causati da chemioterapia, radioterapie e terapie per HIV, che non possono essere trattate con metodi tradizionali;
  • per stimolare l’appetito nell’anoressia, nei pazienti oncologici o affetti da AIDS, quando l’effetto stimolante non può essere ottenuto con trattamenti standard;
  • per stimolare l’effetto ipotensivo nel glaucoma resistente alle altre terapie;
  • per ridurre movimenti involontari nella sindrome di Gilles de la Tourette.

Oltre alle indicazioni riportate nel D.M. del 2015, in Italia la Cannabis Medica è sempre prescrivibile a pagamento (su ricetta bianca) per qualunque patologia su cui esista documentazione scientifica accreditata, quando le terapie convenzionali non hanno dati i risultati attesi o generato farmacoresistenza, in conformità alla Legge Di Bella n. 94/98.

Come avviene la prescrizione

Come anticipato, la prima fase è un consulto medico per verificare l’idoneità del paziente al percorso di cura con la cannabis. In questa occasione, lo specialista valuta lo stato di salute generale della persona attraverso la documentazione sanitaria, ossia referti di visite ed accertamenti effettuati in precedenza.

In alcuni casi, quando è il medico di famiglia ad indirizzare verso le cure con cannabis, questo passaggio può essere integrato con il certificato anamnestico, ossia una relazione che consente allo specialista di avere immediatamente una panoramica sullo stato di salute del paziente su patologie, cure farmacologiche in corso o pregresse e quant’altro possa tornare utile.

Dopo lo screening anamnestico e la valutazione clinica, viene elaborata una proposta terapeutica personalizzata e in quel momento il medico rilascia la prescrizione medica.

Dove acquistare la cannabis terapeutica

La cannabis a uso terapeutico si acquista esclusivamente in farmacia, sempre e solo con prescrizione medica.

È importante fare una distinzione chiara: l’abbondanza di negozi che vendono prodotti etichettati come “cannabis legale” non devono essere confusi con i medicinali a base di cannabis. Questi negozi offrono prodotti arricchiti con CBD e una quantità di THC limitata per legge allo 0,2%, i quali possono essere acquistati senza necessità di prescrizione medica. Si tratta di preparazioni come oli o tisane, destinate a promuovere un senso di calma e relax piuttosto che a fornire benefici terapeutici specifici.

Per saperne di più, è possibile prenotare un consulto con uno dei nostri specialisti.

 

Riferimento bibliografico: Antonelli, M., Donelli, D., & Firenzuoli, F. (2026). Cannabis terapeutica: tra potenzialità cliniche, limiti delle evidenze disponibili e criticità applicative in Italia. Recenti Progressi in Medicina, 117(6), 261-265.

Domande frequenti

Qual è il primo passo per ricevere una prescrizione?
Consultare un medico che valuti storia clinica, referti, farmaci in corso, terapie già provate e obiettivi. Ogni medico iscritto all'ordine può prescrivere privatamente, ma l’esperienza specifica è di fondamentale importanza nella scelta della terapia e del follow up.
Per quali indicazioni ministeriali viene citata la cannabis?
Spasticità e dolore refrattari, dolore cronico non controllato, nausea e vomito da terapie oncologiche o HIV, stimolo dell’appetito in condizioni selezionate, glaucoma resistente e sindrome di Tourette.
Come si svolge il percorso terapeutico con CLINN?
Valutazione preliminare gratuita, prima visita in presenza o telemedicina, proposta personalizzata e rinnovi periodici.
Dove si acquista la cannabis prescritta?
Esclusivamente in farmacia, con una prescrizione medica. Prodotti commerciali denominati cannabis light o oli generici al CBD non sono equivalenti a una preparazione medicinale controllata e non hanno effetti terapeutici.
Revisione medica a cura di

Comitato Scientifico CLINN

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