Approfondimento ·

Dispepsia

I vantaggi di una cura a base di cannabis terapeutica

Pubblicato il
8 Luglio 2021
In sintesi
  • La dispepsia comprende disturbi digestivi con bruciore, rigurgito, nausea, pesantezza, sazietà precoce e dolore nella parte alta dell’addome. Può essere organica o funzionale. CLINN sottolinea che l’impiego dei cannabinoidi dipende dalla causa: non è indicato per un’infezione da Helicobacter, ma può essere valutato in altri quadri cronici.

Le cause scatenanti possono essere tante, concomitanti con scelte dietetiche estreme, stili di vita e abitudini errate. La condizione è comunque classificabile in organica e funzionale: nel primo caso si presenta in correlazione con problematiche che incidono sul benessere del tratto digestivo superiore, come esofagite, gastrite acuta e cronica, secondaria ad infezione da Helicobacter Pylori, duodenite, pancreatite, epatite e malattie delle vie biliari. A queste si aggiungono disturbi come la pseudo-ostruzione intestinale, le patologie intestinali motorie, la sindrome del colon irritabile, le neoplasie che possono interessare il tubo digerente o il pancreas, ma anche la gastroduodenite e la fibromialgia. Influiscono sulla manifestazione dei sintomi anche l’abuso di farmaci, di cibo o alcol, nonché l’eccesso di stress.

La dispepsia funzionale è un disturbo gastrico con sintomi differenti che riguardano la parte superiore dell’addome, senza una precisa patologia. Esistono altre due forme molto particolari della problematica: la dispepsia cardiaca, con problematiche al cuore e cardiopatia, e la dispepsia isterica, come conseguenza diretta dei turbamenti emotivi.

Cosa comporta?

La dispepsia si manifesta attraverso una serie di sintomi, influenzati anche dalla presenza di patologie concomitanti, come nel caso della dispepsia organica. Quelli più diffusi si manifestano attraverso i classici bruciori di stomaco con relativo rigurgito acido, eruttazione, alitosi, nausea, vomito, dolore e pressione sulla parte alta dell’addome.

A questi si deve aggiungere una sensazione di forte pesantezza durante la fase digestiva, che risulta molto lunga e faticosa, nonché l’intolleranza ad alcuni cibi come grassi, fritti, alcune tipologie di carne e uova. Il bruciore di stomaco può incidere sul consumo dei pasti: a volte la condizione favorisce una falsa sensazione di sazietà, favorendo un forte dimagrimento o il rifiuto del cibo stesso. Anche lo stress e l’ansia possono turbare la salute del tratto digerente e alterare l’assorbimento delle sostanze nutritive.

Digestione difficile: come può aiutare la cannabis medica

La Dispepsia è un sintomo molto aspecifico, che deve essere contestualizzato in un quadro clinico più preciso. L’utilizzo dei cannabinoidi dipenderà dalla patologia di partenza individuata come causa di questo disturbo. In caso di agenti infettivi (Helicobacter) non ci sarà il razionale per l’uso della cannabis medicale, mentre in patologie come Fibromialgia, infiammazioni croniche intestinali o neoplasie la terapia si può assolutamente considerare e strutturare sulla base del quadro clinico di partenza e delle esigenze del paziente. Potrebbe risultare molto utile un intervento nutrizionale esperto sia come cura che come prevenzione della dispepsia.

Domande frequenti

Che cos’è la dispepsia?
È un termine che raccoglie diversi disturbi digestivi della parte alta dell’addome. Può essere organica, quando dipende da una malattia identificabile, oppure funzionale, quando i sintomi non sono spiegati da una lesione precisa.
Quali sintomi vengono descritti?
Bruciore e rigurgito acido, eruttazione, alitosi, nausea, vomito, dolore o pressione nella parte alta dell’addome, digestione lenta, pesantezza e sazietà precoce sono tra i sintomi riportati.
Quando i cannabinoidi possono essere considerati secondo CLINN?
La pagina afferma che la scelta dipende dalla patologia di base. Non vede un razionale in caso di infezione da Helicobacter, mentre propone una valutazione in alcuni quadri cronici, infiammatori, fibromialgici o oncologici.
Quali segnali richiedono una gastroscopia o altri accertamenti?
Dimagrimento, anemia, difficoltà a deglutire, vomito persistente, sangue, esordio recente in età avanzata o familiarità oncologica richiedono una valutazione medica per decidere gli esami.
Quale ruolo può avere l’alimentazione?
Pasti regolari, riduzione degli eccessi e identificazione dei cibi scatenanti possono aiutare, ma la dieta deve essere adattata alla causa. Una consulenza evita restrizioni inutili e considera anche farmaci, alcol e stress.