Approfondimento ·

Come agisce la cannabis sul disturbo bipolare

Evidenziata un'attenuazione dei sintomi dell'umore nei pazienti

Revisione medica
Pubblicato il
13 Luglio 2022
In sintesi
  • La maggior parte degli esperti concorda sul fatto che siano necessarie ulteriori ricerche per chiarire il ruolo dei cannabinoidi nel disturbo bipolare, patologia psichiatrica caratterizzata dall'alternanza di episodi depressivi e fasi di umore elevato.

Una patologia psichiatrica caratterizzata dall’alternanza di episodi depressivi e fasi di umore elevato, definibili come maniacali o ipomaniacali: il disturbo bipolare è una condizione relativamente frequente e complessa. Le diverse fasi della malattia possono comprendere euforia, aumento dell’energia, irritabilità, impulsività e periodi di depressione anche marcata. La durata e la frequenza degli episodi possono variare notevolmente da persona a persona.

Sono diversi gli approcci utilizzati oggi per il trattamento del disturbo bipolare. Negli ultimi anni, inoltre, alcuni ricercatori hanno iniziato a studiare il possibile ruolo dei cannabinoidi nella gestione di alcuni sintomi associati alla malattia, in particolare quelli legati all’umore, all’ansia e al sonno. Tuttavia, le evidenze disponibili sono ancora limitate.

Le cause del disturbo bipolare

Ad oggi, le cause precise del disturbo bipolare non sono completamente comprese. Le evidenze scientifiche suggeriscono che la malattia derivi dall’interazione di molteplici fattori, tra cui predisposizione genetica, caratteristiche neurobiologiche e fattori ambientali, come eventi stressanti o traumatici.

Diversi studi hanno inoltre evidenziato alterazioni nei sistemi neurotrasmettitoriali coinvolti nella regolazione dell’umore, tra cui dopamina, serotonina, noradrenalina, glutammato e GABA. Tuttavia, il disturbo bipolare non può essere spiegato esclusivamente attraverso la variazione di un singolo neurotrasmettitore e i meccanismi biologici alla base della malattia rimangono oggetto di indagine.

I trattamenti più utilizzati

Il trattamento del disturbo bipolare prevede generalmente una combinazione di interventi farmacologici e psicoterapeutici.

Nelle fasi acute possono essere utilizzati farmaci per il controllo degli episodi maniacali o depressivi, mentre nel lungo periodo l’obiettivo è mantenere la stabilità dell’umore e ridurre il rischio di ricadute. Tra i trattamenti più consolidati figurano il litio, alcuni anticonvulsivanti e diversi farmaci antipsicotici utilizzati come stabilizzatori dell’umore.

La psicoterapia rappresenta inoltre una componente importante del percorso terapeutico, contribuendo al riconoscimento precoce dei sintomi, al miglioramento dell’aderenza alle cure e alla gestione degli aspetti emotivi e relazionali della malattia.

La cannabis medica nel disturbo bipolare

L’interesse scientifico verso i cannabinoidi nel disturbo bipolare è cresciuto negli ultimi anni, ma le evidenze disponibili rimangono limitate e spesso contrastanti.

Uno dei primi studi esplorativi è stato condotto presso l’Università di San Paolo, in Brasile, dove il CBD è stato somministrato a due pazienti con disturbo bipolare. In uno dei casi è stato osservato un miglioramento clinico durante il trattamento associato ad olanzapina, mentre nell’altro il CBD non ha mostrato effetti evidenti. Gli autori hanno comunque evidenziato una buona tollerabilità del trattamento.

Più recentemente, uno studio pilota pubblicato su PLOS ONE da ricercatori del McLean Hospital ha osservato che alcuni pazienti con disturbo bipolare che utilizzavano cannabis non mostravano un peggioramento delle prestazioni cognitive rispetto ai non utilizzatori e riferivano talvolta benefici soggettivi su alcuni sintomi.

Attualmente, la maggior parte degli esperti concorda sul fatto che siano necessarie ulteriori ricerche per chiarire il ruolo dei cannabinoidi nel disturbo bipolare.

In particolare, permane cautela riguardo all’utilizzo di prodotti contenenti THC, poiché in alcuni soggetti predisposti potrebbero favorire instabilità dell’umore, sintomi psicotici o episodi maniacali. Per quanto riguarda il CBD, alcune evidenze preliminari suggeriscono un possibile interesse terapeutico, soprattutto in relazione a sintomi come ansia o disturbi del sonno.

 

Riferimenti bibliografici:

Pinto, J. V., Crippa, J. A. S., Ceresér, K. M., Vianna-Sulzbach, M. F., Silveira Júnior, É. D. M., Santana da Rosa, G., … & Kauer-Sant’Anna, M. (2024). Cannabidiol as an Adjunctive Treatment for Acute Bipolar Depression: A Pilot Study: Le cannabidiol comme traitement d’appoint de la dépression bipolaire aiguë: une étude pilote. The Canadian Journal of Psychiatry, 69(4), 242-251.

Sagar, K. A., Dahlgren, M. K., Racine, M. T., Dreman, M. W., Olson, D. P., & Gruber, S. A. (2016). Joint effects: a pilot investigation of the impact of bipolar disorder and marijuana use on cognitive function and mood. PLoS One, 11(6), e0157060.

Revisione medica a cura di

Comitato Scientifico CLINN

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