Approfondimento · · Dolore Cronico

Dolore cronico, 10 milioni di italiani coinvolti

A Sky TG24 il confronto su diagnosi e cure, insieme al Dott. Marco Bertolotto

Pubblicato il
14/07/2026
In sintesi
  • L’indagine promossa dalla Fondazione Nora e Alberto Gentili e realizzata da SWG porta al centro del dibattito le difficoltà dei pazienti. Il 28% degli intervistati non riceve una terapia specifica per il dolore.

In Italia oltre 10 milioni di adulti convivono con il dolore cronico, secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità. Una condizione che può limitare il lavoro, compromettere il riposo e condizionare le relazioni. Il tema è stato affrontato a Sky TG24 Health, con il Dott. Marco Bertolotto, già Direttore del Centro Terapia del dolore e Cure Palliative dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure e referente scientifico di CLINN, e Riccardo Grassi, direttore della ricerca SWG.

Al centro del confronto, l’indagine promossa dalla Fondazione Nora e Alberto Gentili e realizzata da SWG, con il contributo non condizionante di MAVA, società che sviluppa e gestisce l’ecosistema digitale CLINN.

Il dolore cronico richiede un riconoscimento clinico

Il dolore viene definito cronico quando persiste o si ripresenta per almeno tre mesi. Il suo riconoscimento richiede attenzione alla durata, alle caratteristiche e alle conseguenze sulla vita della persona.

Nel confronto televisivo, il Dott. Bertolotto ha sottolineato che il dolore persistente può diventare una malattia a sé stante, che necessita di una valutazione specialistica e di un percorso dedicato. Il messaggio rivolto ai pazienti è di non considerare inevitabile una sofferenza che continua a limitare la quotidianità.

Il ritardo diagnostico e la difficoltà di trovare lo specialista

L’accesso alle cure è stato un altro punto centrale della puntata. Molti pazienti raccontano di aver impiegato anni prima di arrivare allo specialista adatto e di aver incontrato ostacoli nel reperire informazioni sulle terapie e sui centri di riferimento.

La pubblicazione scientifica dell’indagine evidenzia anche una conoscenza limitata dei diritti: soltanto il 7,5% degli intervistati conosce bene la Legge 38/2010, che tutela l’accesso alla terapia del dolore e alle cure palliative. Il 65,4% riferisce una carenza di informazioni chiare sui trattamenti.

Multidisciplinarietà: affrontare il dolore nella sua complessità

Il Dott. Bertolotto ha indicato nel medico di medicina generale il primo riferimento per accedere ai centri di terapia del dolore. Le possibilità descritte comprendono farmaci, procedure interventistiche e supporto psicologico.