Approfondimento ·

Fibromialgia

Un aiuto concreto grazie alla Cannabis terapeutica

Pubblicato il
8 Luglio 2021
In sintesi
  • La fibromialgia è una sindrome cronica e sistemica con dolore muscoloscheletrico, stanchezza, disturbi del sonno, cefalea e difficoltà di concentrazione. La diagnosi è spesso tardiva perché non esiste un singolo esame risolutivo. CLINN propone una valutazione individuale della cannabis terapeutica insieme ad alimentazione e attività fisica.

Proprio per la mancanza di oggettività, spesso la diagnosi di Fibromialgia è tardiva. Non di rado, infatti, il paziente passa attraverso diversi tentativi terapeutici fallimentari che portano anche all’aggravamento delle condizioni, sia dal punto di vista fisico che mentale, proprio per lo stress dato dal passaggio continuo da uno specialista all’altro, dettato dalla speranza di trovare una soluzione al proprio malessere.

Cosa comporta?

Il rapporto di incidenza tra uomo e donna nella Fibromialgia è di 1:3. La storia clinica dei pazienti è spesso caratterizzata dalla positività a patologie autoimmuni e tiroidee, da una vita intensa – sia fisica che intellettuale – in netto contrasto con la stanchezza cronica che li attanaglia. I sintomi più frequenti sono:

  • Dolore, principalmente all’apparato muscolo-scheletrico. Spesso è caratterizzato dalla presenza di punti dolenti patognomici della malattia (18 tender Points, distribuiti sul corpo).
  • Astenia, ossia la stanchezza cronica
  • Insonnia e alterazioni del sonno
  • Cefalea
  • Difficoltà di concentrazione
  • Perdita dei capelli
  • Dispesia, ossia la cattiva digestione.
  • Colon irritabile
  • Depressione

L’uso della cannabis terapeutica contro la Fibromialgia

Meno di un terzo dei pazienti fibromialgici risponde alle terapie farmacologiche classiche con Ciclobenzaprina, Duloxetina, Tramadolo, Pregabalin e Amitriptillina. Grazie all’esperienza dei nostri specialisti, possiamo affermare che la Cannabis terapeutica diventa dunque il medicamento di prima scelta. È bene ricordare che la scelta delle modalità di somministrazione dipende dalle caratteristiche di ogni paziente e che va sempre ricercare la personalizzazione della cura in ogni suo aspetto, facendo particolare attenzione anche ad alimentazione e attività fisica.

Domande frequenti

Quali sono i sintomi più comuni della fibromialgia?
La pagina indica dolore muscoloscheletrico diffuso, astenia, insonnia o sonno alterato, cefalea, difficoltà di concentrazione, disturbi digestivi e dell’intestino irritabile, oltre a possibili ripercussioni sul tono dell’umore.
Perché la diagnosi di fibromialgia può arrivare tardi?
Non esiste un unico esame ematico o strumentale che confermi con precisione la sindrome. Il percorso diagnostico richiede una valutazione clinica e spesso esami utili a escludere altre patologie con sintomi simili.
Come viene descritta la cannabis terapeutica nella fibromialgia?
La pagina la presenta come un’opzione da personalizzare nei pazienti che non ottengono un controllo adeguato con le terapie convenzionali. Formulazione, dose e via di somministrazione devono essere stabilite dal medico in base a sintomi, risposta e tollerabilità.
Quali specialisti possono partecipare alla gestione della fibromialgia?
Il percorso può coinvolgere medico di base, reumatologo, specialista del dolore, fisiatra e professionisti del sonno o della salute mentale. Il coordinamento evita esami ripetitivi e permette di affrontare dolore, stanchezza e comorbidità insieme.
Quali abitudini possono completare il trattamento della fibromialgia?
Attività fisica graduale, regolarità del sonno, gestione dello stress e alimentazione adeguata possono affiancare le cure. Intensità e progressione dell’esercizio vanno adattate alla persona per evitare riacutizzazioni e abbandono del percorso.