Le proprietà antiossidanti dei cannabinoidi
Sono in grado di contrastare i radicali liberi e di ridurre gli ioni metallici
- Uno studio di laboratorio ha confrontato sette cannabinoidi — CBD, CBG, CBGA, CBDA, THCA, CBN e THC — rilevando attività antiossidante con intensità differenti e, nei test utilizzati, generalmente paragonabile alla vitamina E. I risultati descrivono proprietà chimiche e possibili meccanismi, ma non dimostrano da soli benefici clinici degli integratori nell’essere umano.
I cannabinoidi hanno proprietà antiossidanti, che si manifestano “nella loro capacità di eliminare i radicali liberi, prevenire il processo di ossidazione e ridurre gli ioni metallici”. Sono arrivati a questa conclusione i ricercatori del Dipartimento di Cromatografia dell’Università di Lublino, in Polonia, che hanno analizzato diversi componenti della cannabis.
A spingere i ricercatori verso queste analisi è stata “la crescente popolarità degli integratori contenenti cannabinoidi” nell’automedicazione e “il crescente interesse per questi composti in diversi studi preclinici e clinici”. Già precedentemente, riferiscono gli studiosi, il CBD era stato riconosciuto come un antiossidante, in grado di partecipare alla “prevenzione dei radicali liberi integrando con il sistema endocannabinoide nel corpo”. Ma lo studio fa un passo in avanti. Al centro della pubblicazione, infatti, ci sono 7 diversi cannabinoidi: oltre a CBD sono stati analizzati anche cannabigerolo (CBG), acido cannabigerolico (CBGA), acido cannabinolico (CBDA), acido Δ9-tetraidrocannabinolico (Δ9-THCA), cannabinolo (CBN) e Δ9-tetraidrocannabinolo (Δ9-THC).
I dati ricavati dallo studio, pubblicato lo scorso maggio su Fitoterapia e disponibile su Science Direct, hanno dimostrato che “tutti i cannabinoidi esaminati esibiscono attività antiossidante”. Non solo: “Sebbene l’intensità di queste attività per i singoli cannabinoidi non sia la stessa, è generalmente paragonabile a quella della vitamina E“. Infine, gli scienziati illustrano sei punti conclusivi, spiegando anche che nei sette cannabinoidi analizzati possono essere distinti due tipi di sorgenti di elettroni (gruppi fenolici e doppi legami). Inoltre, precisa lo studio, nonostante il legame a idrogeno tra gruppo fenolico -OH e il gruppo carbossilico possa spiegare la minore attività antiossidante degli acidi cannabinoidi, ci sono situazioni in cui la loro attività è uguale o superiore a quella dei cannabinoidi neutri. I punti conclusivi sottolineano anche che, in alcuni casi, l’attività antiossidante dei cannabinoidi neutri presi in esame è superiore a quella del Trolox (un farmaco antiossidante), mentre in altri l’attività antiossidante dei cannabinoidi neutri è inferiore a quella del Trolox.