Approfondimento ·

Il Sistema endocannabinoide

Cos’è e come agisce nel nostro organismo

Revisione medica
Pubblicato il
23/09/2026
In sintesi
  • Il sistema endocannabinoide è una rete di segnalazione composta da endocannabinoidi, recettori e enzimi di sintesi e degradazione. Sembra partecipare al mantenimento dell'omeostasi dell'organismo.

Il sistema endocannabinoide è un sistema biologico di comunicazione cellulare. Si tratta di una rete complessa di segnali e recettori che contribuisce alla regolazione di numerosi processi fisiologici. Uno dei suoi ruoli principali sembra essere quello di partecipare al mantenimento dell’omeostasi dell’organismo, ossia dell’equilibrio interno necessario al corretto funzionamento delle diverse funzioni biologiche.

La scoperta

Nel 1990, Lisa A. Matsuda e colleghi del National Institute of Mental Health (NIMH) annunciarono la scoperta del primo recettore dei cannabinoidi, denominato CB1. Gli studiosi stavano cercando di comprendere in che modo il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), principale composto psicoattivo della cannabis, interagisse con l’organismo.

La scoperta del recettore CB1 portò la comunità scientifica a interrogarsi sull’esistenza di sostanze prodotte naturalmente dal corpo umano in grado di attivarlo. Due anni più tardi furono identificati i primi endocannabinoidi, molecole endogene capaci di legarsi agli stessi recettori attivati dal THC. Il primo composto identificato fu l’anandamide; successivamente venne scoperto anche il 2-arachidonoilglicerolo (2-AG), contribuendo all’identificazione e alla caratterizzazione di un secondo recettore cannabinoide, il CB2.

Elementi del sistema endocannabinoide sono stati individuati in numerose specie animali, dai mammiferi ai rettili fino ad alcuni invertebrati. Studi evolutivi suggeriscono che componenti di questo sistema siano comparsi molto precocemente nella storia degli organismi multicellulari, indicando una possibile funzione biologica conservata nel corso dell’evoluzione.

Cos’è il sistema endocannabinoide

Il sistema endocannabinoide è costituito da tre componenti principali: endocannabinoidi, recettori ed enzimi.

Gli endocannabinoidi sono molecole di segnalazione prodotte dall’organismo che contribuiscono alla comunicazione tra le cellule. Tra i più studiati vi sono l’anandamide e il 2-arachidonoilglicerolo (2-AG), sintetizzati e rilasciati secondo le necessità fisiologiche. Una volta svolta la loro funzione, vengono rapidamente degradati da specifici enzimi.

Il secondo elemento è rappresentato dai recettori cannabinoidi CB1 e CB2, localizzati sulla membrana di diversi tipi cellulari.

I recettori CB1 sono particolarmente abbondanti nel sistema nervoso centrale e sono presenti in aree cerebrali coinvolte nei processi cognitivi, nell’apprendimento, nella memoria, nelle emozioni e nel controllo del movimento. Sono inoltre presenti, seppur in misura variabile, anche in altri tessuti e organi dell’organismo.

I recettori CB2 sono espressi prevalentemente nelle cellule del sistema immunitario e in diversi tessuti periferici, dove sembrano partecipare alla modulazione delle risposte immunitarie e infiammatorie.

I recettori cannabinoidi contribuiscono alla regolazione della comunicazione cellulare. In particolare, i CB1 modulano il rilascio di diversi neurotrasmettitori e partecipano al controllo dell’attività neuronale, mentre i CB2 sono coinvolti soprattutto nella regolazione di alcune funzioni immunitarie.

Il terzo elemento del sistema è costituito dagli enzimi che sintetizzano e degradano gli endocannabinoidi, contribuendo a mantenerne l’equilibrio e a limitarne l’azione nel tempo.

Le funzioni del sistema endocannabinoide

I recettori cannabinoidi sono distribuiti in numerosi tessuti dell’organismo umano e animale. Questa ampia distribuzione suggerisce un coinvolgimento del sistema endocannabinoide nella regolazione di molteplici processi fisiologici.

Le ricerche hanno evidenziato un possibile ruolo del sistema endocannabinoide nello sviluppo e nella maturazione del sistema nervoso, nella plasticità sinaptica, nella regolazione della risposta allo stress e nel controllo dell’attività neuronale. Attraverso la modulazione del rilascio dei neurotrasmettitori, il sistema contribuisce al mantenimento dell’equilibrio delle reti nervose.

Numerosi studi indicano inoltre un coinvolgimento del sistema endocannabinoide nella regolazione dell’appetito, del metabolismo energetico, del sonno, dell’umore, della percezione del dolore e di alcune funzioni immunitarie. Sono stati osservati anche possibili effetti sulla salute ossea e sui processi di rimodellamento dello scheletro, sebbene molti meccanismi siano ancora oggetto di ricerca.

In considerazione della sua distribuzione e delle sue numerose interazioni biologiche, il sistema endocannabinoide è oggi considerato un importante sistema di regolazione fisiologica. Sebbene molti aspetti del suo funzionamento siano ancora in fase di studio, le evidenze disponibili suggeriscono che contribuisca al mantenimento dell’omeostasi e all’adattamento dell’organismo alle variazioni dell’ambiente interno ed esterno.

 

Riferimento bibliografico: Lu, H. C., & Mackie, K. (2021). Review of the endocannabinoid system. Biological Psychiatry: Cognitive Neuroscience and Neuroimaging, 6(6), 607-615.

Domande frequenti

Da quali elementi è composto il sistema endocannabinoide?
Comprende endocannabinoidi prodotti dall’organismo, recettori cellulari come CB1 e CB2 ed enzimi che sintetizzano e degradano i segnali dopo la loro funzione.
Quali sono i due endocannabinoidi più noti?
L’anandamide e il 2-arachidonoilglicerolo, abbreviato 2-AG. Sono mediatori lipidici prodotti “su richiesta” e poi inattivati dagli enzimi, anziché immagazzinati come molti neurotrasmettitori classici.
Dove sono distribuiti CB1 e CB2?
CB1 è particolarmente abbondante nel cervello e nel sistema nervoso, ma esiste anche in tessuti periferici. CB2 è molto rappresentato nel sistema immunitario e in organi periferici, pur non essendo limitato esclusivamente a essi.
Qual è la differenza tra endocannabinoidi e fitocannabinoidi?
Gli endocannabinoidi sono prodotti dall’organismo; i fitocannabinoidi, come THC e CBD, provengono dalla pianta della canapa. Possono interagire con la stessa rete, ma con affinità, durata ed effetti differenti.
Revisione medica a cura di

Comitato Scientifico CLINN

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