Approfondimento ·

Cannabis Medica: l’Italia inizia a coinvolgere i privati

Pubblicata la manifestazione d’interesse per individuare nuovi operatori economici

Pubblicato il
12 Maggio 2022
In sintesi
  • L’Italia pubblicò una manifestazione di interesse per coinvolgere operatori privati nella coltivazione di cannabis medica e puntare all’autosufficienza. La selezione prevedeva valutazione qualitativa, ispezione, idoneità e procedura ristretta, seguite da scelta genetica, prove e standardizzazione. L’articolo stimava anni prima dell’impatto produttivo; gli esiti attuali vanno verificati.

L’Italia punta all’autosufficienza nella produzione di cannabis a uso terapeutico e finalmente è stato pubblicato l’avviso per coinvolgere i privati nella coltivazione. Un passo avanti importante in una procedura che si preannuncia però piuttosto macchinosa e potenzialmente lunga.

Ad annunciare la pubblicazione della Manifestazione di interesse per individuare aziende e operatori economici in grado di coltivare piante di cannabis è stato il sottosegretario di Stato alla Salute, Andrea Costa: “Siamo davanti a un passaggio fondamentale del processo di autosufficienza del Paese nella produzione di cannabis terapeutica”, ha detto.

Le fasi della selezione saranno quattro: dopo una prima selezione qualitativa dei candidati, si procederà a un’ispezione tecnica a cui seguirà un giudizio di idoneità. Infine, la conferma della manifestazione d’interesse e la trasmissione degli inviti alla procedura ristretta. Gli operatori economici che hanno i requisiti per la coltivazione di piante di cannabis per la realizzazione di medicinali e materie prime farmaceutiche avranno tempo di presentare la documentazione fino alle ore 18 del 27 giugno.

Una volta individuate le aziende, si procederà poi alla selezione delle genetiche, le prove di coltivazione – effettuata con sistemi di riproduzione agamica – e la standardizzazione. Prima di avere un concreto contributo alla produzione italiana, potrebbero essere necessari un paio d’anni.

Tutti gli step di selezione andranno avanti anche qualora venisse valutato idoneo anche un solo operatore economico. Per il sottosegretario Costa “questa è la dimostrazione che gli impegni assunti in questi mesi non sono semplici promesse. La salute e la qualità della vita dei pazienti per noi sono una priorità”, ha concluso.

Domande frequenti

Perché venivano coinvolti operatori privati?
Per aumentare la produzione nazionale di cannabis terapeutica e ridurre dipendenza da forniture insufficienti o importazioni, mantenendo requisiti per materie prime e medicinali.
Quali fasi prevedeva la selezione?
Preselezione qualitativa, ispezione tecnica, giudizio di idoneità e invito a una procedura ristretta. La scadenza indicata nell’articolo riguardava la manifestazione di interesse dell’epoca.
Che cosa doveva avvenire dopo la scelta delle aziende?
Selezione delle genetiche, prove di coltivazione tramite riproduzione agamica e standardizzazione. Questi passaggi servono a ottenere materiale costante e conforme all’uso farmaceutico.
Essere dichiarati idonei significa poter vendere subito il prodotto?
No. Idoneità alla procedura, autorizzazione alla coltivazione, validazione del prodotto e distribuzione sono passaggi distinti. L’articolo prevedeva un percorso potenzialmente lungo.
Come si misura se l’iniziativa ha aumentato l’autosufficienza?
Con quantità prodotte e distribuite, importazioni, giorni di carenza, numero di varietà disponibili, costi e continuità per i pazienti. L’annuncio o il numero di candidati non bastano.