Ambito Clinico

Malattie associate a Dolore Cronico

Artrosi, artrite reumatoide, fibromialgia, dolore neuropatico e oncologico, ma anche lombalgia, lombosciatalgia e cervicobrachialgia croniche sono alcune delle condizioni che possono causare un dolore persistente nel tempo. Quando i trattamenti convenzionali non permettono di controllare adeguatamente il dolore, il medico può valutare anche l’impiego della cannabis terapeutica.

Revisione medica · Comitato Scientifico CLINN Aggiornato il 01/10/2026
Dati RWE Clinn

Cosa abbiamo osservato sui pazienti seguiti

Nei questionari raccolti da CLINN, i pazienti hanno riferito una riduzione del dolore già entro i primi tre mesi di trattamento. Nello stesso periodo sono stati osservati anche miglioramenti nella qualità della vita e del sonno.

Studio osservazionale interno
Il dolore viene misurato con la scala NRS, che va da 0 a 10: 0 indica l’assenza di dolore, mentre 10 corrisponde al dolore più grave.
Dolore medio alla prima compilazione, su scala NRS 0–10 7,1
Dolore medio al controllo entro tre mesi, su scala 0–10 5.9
Variazione percentuale media del dolore -12,6%
Miglioramento medio della qualità della vita +7,1%
Miglioramento medio della qualità del sonno +14,5%
Modalità di utilizzo

Prevalgono la via inalatoria e i prodotti a prevalenza di THC

59,03%

Via inalatoria

È la modalità di somministrazione più prescritta, mentre la via orale viene utilizzata nel 40,97% delle prescrizioni.

62,36%

THC-Dominant

In questo ambito, i prodotti a prevalenza di THC risultano i più prescritti.

35,83%

Formulazioni Bilanciate

Anche i prodotti bilanciati THC:CBD sono utilizzati, mentre quelli a prevalenza di CBD rappresentano l'1,81% delle prescrizioni.

Percorso terapeutico consigliato

Il percorso adatto per contrastare il dolore cronico

parte dalla valutazione della situazione clinica e prosegue con controlli periodici. Il medico definisce la terapia e può modificarla nel tempo in base alle esigenze individuali e alla risposta al trattamento. Visite, controlli e rinnovi possono essere richiesti singolarmente oppure attraverso CLINN Plus, il percorso completo che permette di accedere a queste prestazioni a costi ridotti.

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01

Consulenza preliminare gratuita

Compila il questionario online: lo specialista valuta la tua idoneità al trattamento entro 48 ore.

Gratuita · 20 min · online

02

Prima visita con l'esperto in dolore cronico

Il medico analizza la storia clinica, la documentazione disponibile e i trattamenti già seguiti.

75 € con CLINN Plus · 150 € Basic

03

Visite di controllo

La visita di controllo viene concordata con il medico in base all’andamento del trattamento.

75 € con CLINN Plus · 120 € Basic

04

Continuità terapeutica

Quando clinicamente indicato, il medico procede con il rinnovo della prescrizione

20 € con CLINN Plus · 30 € Basic

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Domande frequenti

Quello che ci chiedete più spesso.

Per quali tipi di dolore cronico può essere valutata la cannabis terapeutica?
La cannabis terapeutica può essere valutata per il dolore cronico che non risponde adeguatamente alle terapie abituali, soprattutto quello neuropatico, legato a lesioni o malattie dei nervi. La valutazione può riguardare anche il dolore oncologico e quello associato a condizioni come artrosi, artrite reumatoide, fibromialgia e lombosciatalgia cronica. L’impiego richiede una valutazione medica individuale.
Come si valuta se la terapia sta funzionando?
La valutazione riguarda l’intensità del dolore, ma durante i controlli il medico può considerare l’andamento del punteggio NRS, la frequenza degli episodi dolorosi, la qualità del sonno, la capacità di svolgere le attività quotidiane, il ricorso ad altri analgesici e gli eventuali effetti indesiderati. La terapia viene considerata utile quando produce un beneficio complessivo coerente con gli obiettivi concordati con il paziente.
Devo interrompere gli altri farmaci per il dolore?
No, le terapie in corso non devono essere sospese o modificate autonomamente. La cannabis terapeutica viene spesso utilizzata in integrazione ai trattamenti tradizionali. Il medico valuta eventuali interazioni e stabilisce se mantenere, ridurre o modificare gli altri medicinali.
La cannabis terapeutica può migliorare anche il sonno disturbato dal dolore?
In alcuni pazienti è stato osservato un miglioramento del sonno, soprattutto quando il riposo è compromesso dal dolore. Per questo è utile monitorare non soltanto le ore dormite, ma anche i risvegli notturni, la qualità percepita del riposo e la stanchezza durante il giorno.
Quanto dura l’effetto sul dolore dopo ogni assunzione?
La durata varia in base alla formulazione, alla modalità di assunzione, al dosaggio e alle caratteristiche individuali. Per via inalatoria l’effetto può iniziare dopo pochi minuti, raggiungere il picco intorno a un’ora e diminuire nell’arco di circa tre o quattro ore. Con l’assunzione orale l’effetto inizia generalmente dopo 30-90 minuti e raggiunge il massimo dopo circa due-quattro ore. Il medico stabilisce modalità e frequenza delle somministrazioni in base al caso clinico.
La terapia può essere associata a fisioterapia, esercizio fisico o altri percorsi riabilitativi?
Sì. Nel dolore cronico la cannabis terapeutica può essere inserita in un percorso più ampio che comprenda, quando indicato, fisioterapia, terapie strumentali, esercizio fisico adattato, supporto psicologico o altre terapie farmacologiche. Non sostituisce automaticamente questi interventi e non agisce necessariamente sulla causa del dolore: il suo ruolo viene definito dal medico all’interno di un programma personalizzato.
La cannabis terapeutica è indicata anche nelle persone anziane con dolore cronico?
Sì, ma nelle persone anziane è necessaria una valutazione più attenta. Con l’età può aumentare la sensibilità ad alcuni effetti indesiderati, come sonnolenza, vertigini, cali di pressione e problemi di equilibrio, oltre al rischio di interazioni con altri farmaci. Per questo il medico tiene conto delle altre condizioni di salute e delle terapie già in corso, iniziando in genere con dosi basse e aumentandole gradualmente quando necessario.
Che cosa succede se il dolore migliora poco, ma migliorano il sonno e le attività quotidiane?
Il risultato può comunque essere clinicamente rilevante. Il dolore cronico è una condizione multidimensionale e l’efficacia del trattamento può emergere anche attraverso un sonno migliore, una maggiore autonomia o una minore interferenza del dolore con la quotidianità. Il medico valuta il beneficio complessivo insieme agli effetti indesiderati e agli obiettivi stabiliti con il paziente.

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