Approfondimento ·

Cannabis a uso terapeutico: l’Italia punta all’autosufficienza

Firmato un accordo per aumentare la produzione coinvolgendo anche i privati

Pubblicato il
9 Gennaio 2022
In sintesi
  • Un accordo tra Ministero della Difesa e Ministero della Salute puntava ad aumentare la produzione italiana di cannabis terapeutica: lo stabilimento di Firenze avrebbe dovuto passare da 150 ad almeno 500 kg annui, con bandi per soggetti pubblici e privati rispetto a un fabbisogno stimato di 2.400 kg. Quantità e risultati attuali vanno verificati.

Le attuali stime sul fabbisogno di cannabis a uso terapeutico in Italia sono di 2400 Kg all’anno, contro agli attuali 150 Kg prodotti a oggi nello stabilimento militare di Firenze. Tuttavia, negli ultimi mesi le istituzioni si sono impegnate per aumentare la produzione, con ricadute positive sulla salute dei pazienti, ma anche sull’occupazione e nella lotta al mercato nero.

Il punto di svolta per le istituzioni è stato raggiunto lo scorso 17 dicembre con la firma di un accordo tra il Ministero della Difesa e il Ministero della Salute che consiste nell’ampliamento della produzione della cannabis terapeutica in Italia.

Obiettivo: autosufficienza

L’obiettivo di questo accordo prevede l’ampliamento della produzione dello Stabilimento chimico farmaceutico di Firenze ad almeno 500 Kg all’anno, contro gli attuali 150. Il resto della produzione sarà invece affidato – mediante appositi bandi – anche ai privati, proprio con lo scopo di poter raggiungere l’autosufficienza. Il sottosegretario al ministero della salute, Andrea Costa, aveva di recente anticipato la notizia dell’apertura di nuovi bandi e la firma dell’accordo tra i ministeri era un passaggio fondamentale per andare avanti. Costa ha spiegato: “La firma di questo protocollo è certamente un passo in avanti verso l’autosufficienza della produzione di cannabis terapeutica, una risposta concreta che ci fa guardare al futuro con fiducia. Questo accordo permette di tracciare un percorso nuovo, predisponendo bandi di produzione a cui potranno partecipare sia realtà pubbliche che private”.

Frenare il mercato nero

Raggiungere l’autosufficienza significherebbe tanto per l’Italia. Prima di tutto, renderebbe più agevole per i pazienti l’approvvigionamento della cannabis per le terapie, senza rischiare di rimanerne senza. Contestualmente, si andrebbe a contrastare il mercato nero e l’autoproduzione. A tal proposito, Costa ha confermato: “Dobbiamo sicuramente raggiungere l’obiettivo dell’autosufficienza in tempi rapidi anche per questo motivo. Inoltre, rappresenta un’opportunità per il nostro territorio, anche sotto il profilo occupazionale”.

Domande frequenti

Qual era il divario tra fabbisogno e produzione nazionale?
L’articolo stimava un fabbisogno annuo di 2.400 kg contro circa 150 kg prodotti dallo stabilimento militare di Firenze. Sono dati storici e non vanno considerati automaticamente attuali.
Che cosa prevedeva l’accordo ministeriale?
Portare la produzione dello stabilimento ad almeno 500 kg annui e predisporre bandi aperti a realtà pubbliche e private per contribuire al restante fabbisogno.
Quali benefici erano attesi dall’autosufficienza?
Maggiore continuità per i pazienti, minore ricorso a mercato illecito o autoproduzione non controllata e possibili opportunità occupazionali e produttive nazionali.
Aumentare la produzione elimina automaticamente le carenze?
No. Contano varietà richieste, trasformazione, controlli, importazione, distribuzione alle farmacie e previsione della domanda. Un volume totale può non corrispondere ai prodotti prescritti.
Come si valuta oggi il raggiungimento dell’obiettivo?
Con dati ministeriali aggiornati su produzione, importazioni, vendite, giacenze e segnalazioni di indisponibilità. L’accordo indica una direzione, non il risultato conseguito.