Approfondimento ·

Le proprietà analgesiche dei cannabinoidi in ortopedia

Cannabinoidi possibili analgesici in ortopedia. Ma servono ricerche più approfondite

Pubblicato il
13 Aprile 2021
In sintesi
  • Una revisione sull’impiego dei cannabinoidi in chirurgia ortopedica ha rilevato segnali di possibile beneficio analgesico e, in alcuni studi, minore consumo di oppioidi. I risultati erano però eterogenei: tra quattro studi randomizzati, due indicavano meno dolore, uno nessun cambiamento e uno più dolore. La scarsità e la limitata specificità delle prove impedivano conclusioni certe.

Il CBD potrebbe essere utile nella chirurgia ortopedica come analgesico. L’ipotesi arriva da alcuni studi, raccolti in una revisione pubblicata lo scorso gennaio sul Journal of Orthopaedic Surgery and Research da un gruppo di ricercatori statunitensi.

Gli scienziati sono partiti dal lavoro svolto da Madden et al., che avevano effettuato una precedente revisione sull’uso dei cannabinoidi nella chirurgia ortopedica, arrivando fino al 2017, e hanno preso in considerazione una serie di ricerche sui potenziali benefici della cannabis per il controllo del dolore causato da procedure ortopediche.

Le analisi prese in esame hanno valutato le potenzialità analgesiche dei cannabinoidi, riscontrando nella maggior parte dei casi un effetto positivo. Tra gli studi randomizzati controllati, due hanno dimostrato la mitigazione del dolore, uno nessun cambiamento e uno un aumento del dolore. Sembra essere promettente anche la riduzione del consumo di oppioidi a fronte dell’utilizzo di cannabinoidi: 5 studi su 7 ne hanno dimostrato un consumo ridotto.

Gli autori sottolineano le limitazioni insite nella revisione: “La scarsità di letteratura esistente sui cannabinoidi in chirurgia ortopedica ha lasciato pochi studi da rivedere- scrivono- Gran parte dei nostri dati sono stati estratti da documenti in cui solo una frazione dei soggetti è stata sottoposta a procedure ortopediche o aveva condizioni ortopediche”. Per questo, non è stato possibile stabilire con certezza l’effetto dei cannabinoidi sui pazienti ortopedici. Un’altra limitazione è da rintracciare dai tipi di studi disponibili: solo 4, infatti, hanno soddisfatto i criteri di inclusione.

I cannabinoidi, concludono gli scienziati, sembrano avere il potenziale per fornire un supporto analgesico in ortopedia e per contribuire a ridurre l’uso di oppioidi. Tuttavia, sono ancora poche le prove a sostegno di questa tesi, data la scarsità degli studi, motivo per cui è necessario condurre altre ricerche su questo argomento.

Domande frequenti

Che cosa suggeriscono gli studi sui cannabinoidi per il dolore ortopedico?
La maggior parte degli studi inclusi riportava un possibile effetto analgesico, ma i risultati dei trial randomizzati non erano uniformi: due mostravano riduzione del dolore, uno nessuna differenza e uno un aumento. La revisione parla quindi di potenziale, non di efficacia consolidata.
I cannabinoidi possono ridurre il consumo di oppioidi dopo procedure ortopediche?
Cinque dei sette studi che analizzavano questo esito riportavano un consumo inferiore di oppioidi. Il dato è un segnale da approfondire e non prova che i cannabinoidi siano una strategia sostitutiva sicura o efficace in tutti i pazienti.
Quali erano i principali limiti della revisione?
La letteratura era scarsa, soltanto quattro studi soddisfacevano i criteri più rigorosi e molti campioni includevano solo una quota di pazienti ortopedici. Eterogeneità di prodotti, procedure ed esiti rendeva difficile attribuire un effetto certo.
Che cosa servirebbe per valutare meglio i cannabinoidi nel dolore post-operatorio?
Servirebbero trial randomizzati ampi e specifici per procedura, con formulazione e dose standardizzate, confronto con terapia abituale, misure di dolore e consumo di oppioidi, recupero funzionale, eventi avversi e follow-up adeguato.
Un paziente può associare autonomamente cannabinoidi e analgesici dopo un intervento?
No. L’associazione può aumentare sonnolenza, capogiri e altri rischi, oltre a creare interazioni. Il piano analgesico deve essere concordato con chirurgo, anestesista o medico, senza sospendere o modificare oppioidi e altri farmaci autonomamente.