Approfondimento ·

Cannabis e Covid: facciamo chiarezza – #ClinnLive

Secondo appuntamento in diretta con i nostri medici

Pubblicato il
7 Marzo 2022
In sintesi
  • Una diretta CLINN del 2022 ha analizzato lo studio secondo cui alcuni acidi cannabinoidi bloccavano in laboratorio l’ingresso di SARS-CoV-2. Gli esperti hanno respinto interpretazioni miracolistiche: risultati cellulari non dimostrano prevenzione o cura del COVID-19. Cannabis e alimentazione possono essere discusse per infiammazione o benessere, ma non sostituiscono misure e terapie validate.

Secondo appuntamento con #ClinnLive: in questa occasione, i nostri medici hanno risposto in diretta alle vostre domande su Cannabis e Covid. Sull’argomento, infatti, si sono accesi i riflettori dopo che i principali media nazionali hanno parlato dei potenziali benefici di alcuni cannabinoidi contro il virus.

Tuttavia, la narrazione quasi miracolosa che ne hanno fatto siti web e tv è lontana dalla realtà e i nostri specialisti hanno fatto chiarezza. Siamo partiti proprio da quello studio (“Cannabinoids Block Cellular Entry of SARS-CoV-2 and the Emerging Variants”) pubblicato su PubMed lo scorso 10 gennaio 2022 e con il Dottor Marco Bertolotto abbiamo capito come è stato svolto e perché non bisogna trarre facili conclusioni.

Grazie alla preziosa partecipazione della Dottoressa Valentina Florean, inoltre, abbiamo fatto un ulteriore approfondimento sui benefici della cannabis terapeutica contro le infiammazioni e come queste possono essere tenute a bada anche con l’ausilio di una corretta alimentazione. Insieme ai nostri medici, hanno preso parte a questa diretta anche il Dr. Salvatore Martorina, direttore operativo di Clinn, e Romana De Michieli della redazione del magazine online CannabisTerapeutica.info

Per non perdere i prossimi appuntamenti in diretta con i nostri specialisti, visitate la nostra pagina Facebook e il nostro canale Youtube.

Domande frequenti

Quale studio ha alimentato l’interesse su cannabis e COVID-19?
Un lavoro pubblicato nel gennaio 2022 che osservava in laboratorio l’interferenza di alcuni cannabinoidi con l’ingresso cellulare di SARS-CoV-2 e varianti. Era un risultato preclinico, non una sperimentazione terapeutica nei pazienti.
Perché non si possono trarre conclusioni miracolistiche?
Concentrazioni e condizioni in vitro non coincidono con assorbimento e sicurezza nell’organismo. Blocco dell’ingresso in cellule di laboratorio non prova prevenzione dell’infezione, riduzione dei ricoveri o guarigione.
Quali altri temi affrontava la diretta?
Il ruolo generale della cannabis terapeutica nei processi infiammatori e il contributo di un’alimentazione corretta, con partecipazione di clinici e divulgatori CLINN.
CBD o cannabis possono sostituire vaccini o antivirali?
No. L’articolo è esplicitamente prudente e non fornisce prove cliniche. Decisioni su prevenzione e trattamento del COVID-19 devono seguire indicazioni sanitarie aggiornate.
È sicuro aumentare cannabinoidi durante un’infezione respiratoria?
Non autonomamente. Sedazione, interazioni e vie inalatorie possono essere problematiche; febbre, affanno o peggioramento richiedono valutazione. Il medico deve considerare anche gli altri farmaci assunti.