Approfondimento ·

Cannabis e HIV, le potenzialità in un nuovo studio

Obiettivo: esaminare le esperienze di utilizzo della cannabis per gestire il dolore

Pubblicato il
9 Aprile 2021
In sintesi
  • Uno studio qualitativo ha intervistato 25 persone con HIV che usavano droghe a Vancouver per comprenderne l’esperienza con la cannabis nella gestione del dolore. Molti partecipanti riferivano migliore funzionalità quotidiana e minore ricorso ad alcuni farmaci o sostanze illecite, ma persistevano difficoltà di accesso legale. Le testimonianze generano ipotesi e non quantificano efficacia o causalità.

La cannabis può essere usata per alleviare il dolore causato dall’HIV? È la domanda che si sono posti alcuni ricercatori canadesi che, tra il settembre 2018 e l’aprile 2019, hanno condotto una serie interviste approfondite su 25 persone affette da AIDS a Vancouver. L’obiettivo era quello di “esaminare le esperienze di utilizzo della cannabis per gestire il dolore”. I risultati sono stati resi noti in uno studio, pubblicato lo scorso aprile.

Spesso, sottolineano i ricercatori, le persone che vengono infettati dal virus dell’HIV sperimentano dolore cronico e, per alleviarlo, fanno uso di oppioidi illeciti. Tra le possibili sostanze utilizzate contro il dolore trova posto anche la cannabis. Per questo è fondamentale tener presente la necessità di un mercato che vada verso la legalizzazione della sostanza per uso terapeutico.

I risultati dello studio mostrano che la maggior parte dei partecipanti ha registrato un miglioramento delle azioni quotidiane, grazie all’uso della cannabis. Alcune persone hanno guardato alla sostanza come integrazione o alternativa ai farmaci prescritti o alle droghe illecite. La ricerca, però, ha messo in luce anche le difficoltà di accesso alla cannabis legale: la maggior parte dei partecipanti, infatti, “ha continuato a ottenerla da fonti illecite”.

Analizzando le risposte degli intervistati, gli studiosi hanno osservato che la cannabis “può portare a una riduzione dell’uso di farmaci da prescrizione e illeciti per la gestione del dolore tra alcune persone che vivono con l’HIV che fanno uso di droghe”. Questi dati indicano le potenzialità della cannabis nell’alleviare il dolore causato dall’AIDS, conclusione che si aggiunge a quella di altri studi simili, suggerendo “la necessità di sforzi concreti per garantire un accesso equo alla cannabis”.

Domande frequenti

Come è stato condotto lo studio su cannabis, HIV e dolore?
Tra settembre 2018 e aprile 2019 i ricercatori hanno svolto interviste approfondite con 25 persone con HIV/AIDS che facevano uso di droghe a Vancouver. L’obiettivo era comprendere esperienze e percezioni sull’uso della cannabis per gestire il dolore.
Quali benefici riferivano i partecipanti?
Molti descrivevano un miglioramento nelle attività quotidiane e consideravano la cannabis un’integrazione o alternativa ad alcuni farmaci prescritti o oppioidi illeciti. Si tratta di esperienze auto-riferite, non di un confronto clinico controllato.
Quale problema di accesso emergeva?
Nonostante la possibilità di un mercato legale, molti partecipanti continuavano a procurarsi cannabis da fonti illecite. Gli autori richiamavano quindi la necessità di un accesso più equo e sicuro.
Perché uno studio di 25 interviste non può dimostrare efficacia analgesica?
Un campione piccolo e selezionato, senza gruppo di controllo né misure oggettive, descrive vissuti ma non separa l’effetto del trattamento da aspettative, altri farmaci e variazioni del dolore. È utile per orientare ricerche successive, non per stimare un effetto causale.
Quali attenzioni richiede l’uso di cannabinoidi in una persona con HIV?
Occorre valutare interazioni con la terapia antiretrovirale e altri farmaci, funzione epatica, salute mentale, rischio di sedazione e qualità del prodotto. Il medico infettivologo e il farmacista possono verificare compatibilità e monitoraggio, evitando modifiche autonome delle cure.