Approfondimento ·

Cannabis medica e obesità

Potenzialmente terapeutica nel trattamento delle complicanze legate all’obesità.

Pubblicato il
28 Maggio 2021
In sintesi
  • Uno studio animale ha analizzato il CBD in ratti alimentati con dieta ricca di grassi. Dopo due settimane di somministrazione, sono state osservate riduzioni dell’accumulo di acidi grassi nei lipidi muscolari e modifiche di indicatori legati a infiammazione e stress ossidativo. I dati riguardano complicanze metaboliche in un modello preclinico e non dimostrano che il CBD faccia dimagrire le persone.

La somministrazione del cannabidiolo (CBD), uno dei componenti della cannabis, può essere potenzialmente terapeutica nel trattamento delle complicanze legate all’obesità. È la conclusione a cui sono giunti i ricercatori polacchi nello studio pubblicato nella sezione Phytochmicals and Human Health del Multidisciplinary Digital Publishing Institute.

Gli scienziati ricostruiscono la situazione degli ultimi anni, che hanno visto il drastico aumento del consumo degli acidi grassi nella popolazione, “superando le esigenze nutrizionali di un individuo e portando a numerosi disturbi metabolici”. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’obesità rappresenta uno dei problemi di salute più importanti del XXI° secolo e può essere causata da vari fattori, tra cui sovralimentazione, vita sedentaria e fattori ambientali e genetici. L’obesità può portare a complicanze quali iperglicemia, iperinsulinemia e dislipidemia, causate dalla quantità eccessiva di lipidi che si deposita in tessuti non adiposi. Queste complicanze risultano correlate allo sviluppo della resistenza all’insulina.

Tra i componenti della cannabis, quello a cui sono maggiormente rivolte le ricerche è il CBD, sia per la mancanza di effetti psicoattivi, che per le numerose proprietà terapeutiche riconosciute. Tra queste, potrebbero esserci anche le proprietà anti-obesità. Anche alcuni studi recenti avevano indicato l’uso del CBD come potenziale agente con effetti benefici nel trattamento dell’obesità. Partendo da queste convinzioni, i ricercatori hanno deciso di studiare gli effetti della somministrazione cronica del CBD su ratti alimentati con una dieta ricca di grassi o con una dieta standard. La dieta è stata somministrata per sette settimane e successivamente i ratti sono stati iniettati con 10 mg/kg di CBD una volta al giorno per due settimane o con un placebo.

La ricerca ha dimostrato che la dieta ricca di grassi ha influenzato “la composizione degli acidi grassi nei muscoli scheletrici bianchi e rossi e ha contribuito allo sviluppo dello stress ossidativo e dell’infiammazione locale”. Lo studio ha valutato l’effetto del CBD e i dati hanno mostrato il miglioramento delle condizioni dei ratti affetti da obesità: il cannabidiolo, infatti, in due settimane “ha ridotto efficacemente l’accumulo di acidi grassi nei pool lipidici muscolari”. In generale, spiegano i ricercatori, “le nostre osservazioni sottolineano l’idea che la somministrazione cronica di CBD possa avere un grande potenziale terapeutico nel trattamento delle complicanze associate all’obesità alleviando l’infiammazione e i relativi mediatori lipidici, nonché lo stress ossidativo, che coincide con la resistenza all’insulina nell’obesità”.

Domande frequenti

Come è stato condotto lo studio su CBD e obesità?
Ratti alimentati per sette settimane con dieta ricca di grassi o standard hanno ricevuto successivamente CBD a 10 mg/kg una volta al giorno per due settimane oppure placebo. I ricercatori hanno analizzato soprattutto metabolismo lipidico, infiammazione e stress ossidativo nei muscoli.
Quali effetti sono stati osservati nei ratti trattati con CBD?
Lo studio ha rilevato una riduzione dell’accumulo di acidi grassi in alcuni pool lipidici muscolari e segnali compatibili con un miglioramento di processi legati a infiammazione e stress ossidativo. Questi risultati restano riferiti al modello animale e alle condizioni sperimentali.
Quali complicanze dell’obesità vengono richiamate?
L’articolo cita iperglicemia, iperinsulinemia, dislipidemia, deposito di lipidi in tessuti non adiposi, stress ossidativo, infiammazione e resistenza all’insulina come aspetti metabolici associati all’obesità.
Il CBD può essere considerato un prodotto dimagrante?
No. Lo studio non dimostra perdita di peso o efficacia terapeutica nell’essere umano. Dieta, attività fisica, sonno, farmaci approvati e gestione delle patologie associate restano gli interventi da definire con professionisti sanitari.
Perché una dose efficace nei ratti non può essere trasferita direttamente alle persone?
Specie diverse assorbono, metabolizzano e distribuiscono le sostanze in modo differente. La conversione non è una semplice proporzione per peso e non definisce sicurezza o beneficio: servono studi clinici di dose, farmacocinetica, interazioni ed efficacia.