Approfondimento ·

Nevralgia Trigeminale

Trattamento con cannabis dell'infiammazione del trigemino

Revisione medica
Pubblicato il
7 Luglio 2021
In sintesi
  • La nevralgia del trigemino provoca attacchi unilaterali molto intensi, simili a scosse elettriche, scatenati anche da gesti leggeri come masticare o lavarsi i denti. CLINN descrive preparati con THC e CBD come possibile supporto nei pazienti intolleranti o resistenti alle terapie di prima linea, con risposta individuale.

La nevralgia del trigemino è una sindrome caratterizzata da episodi ricorrenti di dolore intenso che interessano una o più aree del volto innervate dal quinto nervo cranico, il nervo trigemino. Il trigemino si divide in tre branche principali: oftalmica, mascellare e mandibolare, che trasmettono prevalentemente informazioni sensitive dal volto e, attraverso la componente motoria, controllano anche alcuni muscoli coinvolti nella masticazione.

La nevralgia del trigemino è generalmente caratterizzata da dolore unilaterale, improvviso e molto intenso, descritto tipicamente come una scarica elettrica, una scossa o una pugnalata. Le crisi sono generalmente brevi, tipicamente della durata di una frazione di secondo fino a due minuti, pur essendo possibili attacchi più prolungati, e possono presentarsi singolarmente oppure ripetersi numerose volte nell’arco della giornata. Tra un attacco e l’altro il paziente può essere completamente asintomatico, anche se in alcune forme può essere presente un dolore continuo o quasi continuo di fondo.

Il trigemino ha origine a livello del tronco encefalico e svolge sia una funzione sensitiva sia una funzione motoria. La branca oftalmica innerva principalmente la fronte, il cuoio capelluto anteriore e la regione dell’occhio; la branca mascellare interessa la guancia, il lato del naso, il labbro superiore, il palato, i denti e le gengive dell’arcata superiore; la branca mandibolare interessa la parte inferiore del volto, la mandibola, il labbro inferiore, la sensibilità generale dei due terzi anteriori della lingua e comprende inoltre fibre motorie dirette ai muscoli della masticazione.

Dal punto di vista clinico, la nevralgia del trigemino può essere classificata in forme classiche, secondarie e idiopatiche. La forma classica è associata a una compressione neurovascolare della radice del trigemino con modificazioni morfologiche del nervo, come atrofia o dislocazione, documentate mediante risonanza magnetica o durante un intervento chirurgico. Il semplice contatto tra un vaso e il nervo non è sufficiente a definire la forma classica. La compressione può determinare alterazioni della guaina mielinica e contribuire alla generazione del dolore. Nelle forme idiopatiche non vengono identificate anomalie significative che consentano di classificare la nevralgia come classica o secondaria. La classificazione moderna distingue inoltre le forme con dolore esclusivamente parossistico da quelle con dolore continuo concomitante nella stessa distribuzione del trigemino; il termine “nevralgia atipica” è meno preciso e non è preferibile nella classificazione attuale.

Le cause della nevralgia del trigemino possono quindi essere diverse. Oltre al conflitto neurovascolare già menzionato, tra le possibili cause secondarie rientrano la sclerosi multipla, alcune neoplasie, malformazioni vascolari e altre condizioni che possono danneggiare o comprimere il nervo trigemino. Problemi dentali e altre patologie del volto possono invece entrare nella diagnosi differenziale del dolore facciale, ma non rappresentano necessariamente cause dirette della nevralgia del trigemino.

Cosa comporta?

Le crisi dolorose possono essere provocate da stimoli normalmente innocui, definiti stimoli trigger. Tra i più comuni rientrano lavarsi i denti, radersi, masticare, parlare, toccare alcune zone del viso, truccarsi oppure essere esposti a correnti d’aria o a variazioni di temperatura. La presenza e la localizzazione delle aree trigger possono variare da persona a persona.

La diagnosi è principalmente clinica e si basa sulle caratteristiche del dolore e sulla sua distribuzione. La risonanza magnetica è raccomandata nell’iter diagnostico per ricercare eventuali cause secondarie e, con sequenze dedicate ad alta risoluzione, valutare la presenza di un possibile conflitto neurovascolare. Il riscontro di un contatto tra un vaso e il nervo non conferma, da solo, la diagnosi.

 

Il trattamento farmacologico rappresenta generalmente il primo approccio. Carbamazepina e oxcarbazepina sono i farmaci raccomandati di prima scelta; in caso di risposta insufficiente o di intolleranza possono essere considerate altre strategie farmacologiche. Nei pazienti con dolore non adeguatamente controllato o con scarsa tollerabilità della terapia farmacologica possono essere valutate procedure chirurgiche o interventistiche. La scelta dipende dalla forma di nevralgia, dai reperti di imaging e dalle condizioni del paziente.

Il possibile ruolo della cannabis medica

La cannabis terapeutica è stata studiata soprattutto nel trattamento del dolore neuropatico, nel quale i cannabinoidi possono esercitare un’azione modulatrice sulle vie coinvolte nella trasmissione e nella percezione del dolore. Le revisioni degli studi clinici disponibili, inclusa la revisione Cochrane del 2026, indicano benefici incerti e, per alcuni esiti e alcune formulazioni, di entità limitata, con evidenze generalmente di bassa o molto bassa certezza. Questi risultati non possono essere trasferiti automaticamente alla nevralgia del trigemino, per la quale mancano prove cliniche solide di efficacia.

Esistono anche segnalazioni cliniche individuali. In un case report di Gajofatto (2016), per esempio, un paziente con sclerosi multipla e nevralgia del trigemino refrattaria alle precedenti terapie ha riferito una completa risoluzione dei sintomi dopo l’introduzione di nabiximols, una formulazione contenente THC e CBD prescritta per la spasticità. Il risultato riguarda un singolo paziente e non consente di dimostrare l’efficacia del trattamento nella nevralgia del trigemino.

Preparazioni contenenti THC e CBD, oppure prevalentemente THC, possono essere eventualmente valutate dal medico come trattamento integrativo in pazienti selezionati con dolore refrattario o scarsa tollerabilità delle terapie convenzionali. Non rappresentano un trattamento di prima scelta per la nevralgia del trigemino e il loro impiego richiede una discussione dei limiti delle evidenze e del rapporto tra possibili benefici e rischi. La scelta della preparazione e del rapporto tra THC e CBD deve essere personalizzata sulla base della risposta clinica, della tollerabilità, delle terapie concomitanti e dei fattori di rischio individuali.

Il THC può contribuire alla modulazione del dolore attraverso il sistema endocannabinoide, ma l’entità del beneficio clinico dipende dalla condizione trattata e dalla preparazione utilizzata. Il CBD presenta meccanismi farmacologici differenti e un possibile ruolo nella modulazione di processi dolorosi e infiammatori, studiato soprattutto in ambito preclinico; non è dimostrato che sia efficace nella nevralgia del trigemino né che migliori in modo costante la tollerabilità del THC. I medicinali a base di cannabinoidi possono causare sonnolenza, vertigini, alterazioni cognitive ed effetti psichiatrici, oltre a interagire con altri farmaci.

La cannabis terapeutica può quindi essere valutata, in casi selezionati e sotto supervisione medica, come possibile opzione integrativa, con obiettivi clinici e rivalutazioni definiti. Le evidenze attuali non consentono di raccomandarne l’impiego routinario per il controllo della nevralgia del trigemino.

 

Riferimenti bibliografici

Bendtsen, L., Zakrzewska, J. M., Abbott, J., et al. (2019). European Academy of Neurology guideline on trigeminal neuralgia. European Journal of Neurology, 26(6), 831–849. doi:10.1111/ene.13950.

Gajofatto, A. (2016). Refractory trigeminal neuralgia responsive to nabiximols in a patient with multiple sclerosis. Multiple Sclerosis and Related Disorders, 8, 64–65. doi:10.1016/j.msard.2016.05.004.

 

Ateş, G., Welsch, P., Klose, P., et al. (2026). Cannabis-based medicines for chronic neuropathic pain in adults. Cochrane Database of Systematic Reviews, 1, CD012182. doi:10.1002/14651858.CD012182.pub3.

Genovese, A., Calabrò, A., & Capone, D. (2021). Cannabinoids in trigeminal neuralgia. Pathos, 28(2).

Durán, N., Melo, M. S., Fávaro, W. J., & Caruy, C. A. (2024). Trigeminal Neuralgia and Cannabidiol Approach: Mini Review. AIJR Preprints, 516. doi:10.21467/preprints.516. Preprint non sottoposto a revisione paritaria.

Domande frequenti

Che cos’è la nevralgia del trigemino?
È un dolore neuropatico che interessa uno o più rami del quinto nervo cranico. Si manifesta tipicamente su un lato del viso con attacchi brevi e ripetuti, descritti come scosse elettriche molto intense.
Quali gesti possono scatenare gli attacchi?
Radersi, lavarsi i denti, truccarsi, parlare, masticare o essere esposti a caldo e freddo possono attivare il dolore anche con uno stimolo lieve su una zona sensibile del volto.
Come vengono presentati THC e CBD?
CLINN li descrive come possibile supporto quando le terapie di prima linea non funzionano o non sono tollerate. Il CBD viene associato alla modulazione dell’infiammazione e degli effetti psicotropi del THC.
Perché è importante identificare la causa?
La nevralgia può essere idiopatica oppure associata a compressione vascolare, sclerosi multipla, cisti, tumori o problemi dentali. Visita neurologica e imaging aiutano a orientare trattamento e prognosi.
Quali disturbi possono assomigliare alla nevralgia trigeminale?
Dolori dentali, disturbi temporo-mandibolari, cefalee e altre neuropatie facciali possono produrre sintomi simili. Un dolore nuovo, persistente o accompagnato da deficit sensitivi richiede valutazione specialistica.
Revisione medica a cura di

Calzoni Marco

Medico Chirurgo, Terapista del Dolore

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