Approfondimento ·

Tiroide e Cannabis: studi e potenziali benefici

Sistema endocrino e cannabinoide sono in relazione

Pubblicato il
14 Febbraio 2022
In sintesi
  • Tiroide e sistema endocannabinoide sono biologicamente interconnessi, ma le ricerche citate non dimostrano che cannabis o CBD correggano ipotiroidismo, ipertiroidismo o tiroidite di Hashimoto. Possibili benefici su ansia e sonno sono sintomatici. Diagnosi con esami ormonali, terapia endocrinologica e controllo delle interazioni restano necessari.

I disturbi endocrini colpiscono le ghiandole endocrine e possono causare molti problemi. I più comuni sono quelli relativi alla tiroide, e in particolare parliamo di ipotiroidismo e ipertiroidismo che si verificano quando la ghiandola produce troppi ormoni o, al contrario, troppo pochi.

La causa più comune di ipotiroidismo negli adulti è la tiroidite di Hashimoto, una condizione autoimmune, che si presenta quando il nostro sistema immunitario attacca la tiroide, fino a quando questa non riesce più a produrre abbastanza ormoni.

Mentre in passato le diagnosi dei problemi alla tiroide erano sempre tardive, quando ormai la patologia era in uno stadio avanzato, oggi è possibile diagnosticare eventuali anomalie attraverso un semplicissimo esame del sangue.

Effetti della cannabis sulla funzione tiroidea

La ricerca scientifica è sempre più concentrata nel comprovare il rapporto tra CBD e sistema endocrino. Uno degli studi più recenti, pubblicato su PubMed nell’agosto del 2021, ha messo in evidenza dei dati interessanti, che fanno emergere – citiamo testualmente – “l’interconnessione del sistema endocrino e di quello endocannabinoide, suggerendo opportunità per future modalità terapeutiche”. Non a caso, la ricerca su questo tema è particolarmente attiva in questo periodo.

In particolar modo, gli studi hanno messo in evidenza potenziali benefici correlati a tutte le patologie associate ai malfunzionamenti endocrini. Tra questi, anche l’obesità, il trattamento della sterilità maschile e femminile e addirittura la prevenzione di molte malattie associate al sistema cardiovascolare. Inoltre, è emerso che il CBD ha avuto un impatto positivo anche sulla regolazione del sonno e della gestione dell’ansia, due sintomi collegati proprio ai disturbi endocrini.

Potenzialmente, dunque, la cannabis terapeutica potrebbe ricoprire nel prossimo futuro un ruolo importante nel trattamento dei disturbi endocrini, ma è necessario effettuare altri studi clinici per evidenziare tutte le possibili azioni e controindicazioni dell’utilizzo della cannabis medica su pazienti affetti da patologie tiroidee.

Domande frequenti

Quali disturbi tiroidei descrive l’articolo?
Ipotiroidismo, quando gli ormoni sono insufficienti, e ipertiroidismo, quando sono eccessivi. La tiroidite di Hashimoto è indicata come causa autoimmune comune di ipotiroidismo negli adulti.
Che cosa mostra la ricerca sul sistema endocrino ed endocannabinoide?
L’articolo cita una revisione del 2021 che descrive interconnessioni e possibili bersagli futuri. Questo indica un’area di ricerca, non una terapia tiroidea già validata.
Quali benefici sintomatici vengono ipotizzati?
Miglioramento di sonno e ansia, sintomi che possono accompagnare disturbi endocrini. Un sollievo non dimostra la normalizzazione di TSH, FT4 o della causa autoimmune.
Il CBD può sostituire levotiroxina o farmaci antitiroidei?
No. Questi farmaci correggono la produzione o disponibilità ormonale e non vanno sospesi senza endocrinologo. Il CBD può inoltre interagire con medicinali e rendere necessario monitoraggio.
Quali controlli servono se un paziente tiroideo usa cannabinoidi?
Sintomi, TSH e ormoni secondo il piano endocrinologico, elenco completo dei farmaci ed eventuali cambiamenti di peso, battito, sonno o umore. Dose e orari non vanno modificati autonomamente.