Approfondimento ·

Cannabis contro gli effetti della menopausa

Come il CBD può migliorare la qualità della vita delle donne

Pubblicato il
23 Febbraio 2022
In sintesi
  • La menopausa è un passaggio fisiologico, definito dopo 12 mesi senza mestruazioni, ma vampate, insonnia, ansia, irritabilità e dolore possono ridurre la qualità di vita. Il CBD è studiato soprattutto come supporto per sonno, ansia e dolore; non è dimostrato che riequilibri gli estrogeni o prevenga l’osteoporosi. Serve valutazione personalizzata.

Quando si parla di menopausa, spesso lo si fa come se fosse una sorta di patologia. In realtà non lo è: si tratta più semplicemente di un passaggio naturale e obbligato che tutte le donne affrontano mediamente tra i 48 e i 52 anni e coincide con la fine del ciclo mestruale. Una donna può considerarsi in menopausa quando sono trascorsi dodici mesi dalla sua ultima mestruazione.

Il periodo che precede e segue la menopausa è variabile ed è caratterizzato da diversi sintomi, fisici ed emotivi, tra cui irritabilità, ansia, tristezza, insonnia e le note vampate di calore. Questi sintomi spesso possono durare anche per anni e incidere negativamente sulla qualità della vita di una donna. Sono diversi i trattamenti pensati per i sintomi della menopausa, tra cui la terapia ormonale sostitutiva, ma questa può anche avere degli effetti collaterali se prolungata nel tempo.

Il CBD per alleviare i sintomi della menopausa

Il cannabidiolo (CBD) può alleviare indirettamente i sintomi della menopausa, grazie alla sua capacità di azione sul sistema endocannabinoide e l’attivazione di particolari enzimi e ricettori. Seppur gli studi sul rapporto menopausa e CBD siano ancora da approfondire, i risultati preliminari sono stati promettenti sotto vari punti di vista.

Il CBD è una molecola non psicoattiva: non ha controindicazioni importanti, non crea alcuna dipendenza, ma agisce a più livelli nella gestione dei sintomi della menopausa. In particolare:

  • può aiutare a gestire emicranie e crampi, grazie alla sua azione analgesica, che si presenta come una valida alternativa priva di controindicazioni rispetto agli antidolorifici classici;
  • può contribuire a un riequilibrio dei livelli di estrogeni e aiutare a prevenire l’osteoporosi, ossia il deterioramento della struttura ossea
  • abbinato alla melatonina, il CBD può essere un coadiuvante del sonno e del ripristino dei ritmi circadiani

Dunque, seppur non esistano abbastanza studi clinici sul rapporto diretto tra cannabis e menopausa, ne esistono a centinaia che vanno a comprovare l’utilità del CBD sugli effetti fisici e psichici dovuti alla menopausa. Dosaggi e composizione della cannabis vanno prescritti da specialisti, perché ogni caso è unico: parlane con il tuo medico o richiedi un consulto (anche in telemedicina) con uno degli esperti di Clinn.

Domande frequenti

Quando una donna è considerata in menopausa?
Dopo dodici mesi consecutivi senza mestruazioni, in assenza di altre cause. La transizione avviene spesso tra 48 e 52 anni, ma tempi e intensità dei sintomi variano.
Quali sintomi può causare la transizione menopausale?
Vampate, alterazioni del sonno, irritabilità, ansia, tristezza, cefalea e crampi, oltre ad altri sintomi urogenitali o ossei non approfonditi nell’articolo. Possono durare anni e richiedere approcci diversi.
Per quali sintomi viene proposto il CBD?
Soprattutto dolore, emicrania, ansia e sonno, talvolta in associazione alla melatonina. L’articolo riconosce che gli studi diretti su CBD e menopausa sono ancora insufficienti.
Il CBD riequilibra gli estrogeni o previene l’osteoporosi?
Non è dimostrato clinicamente dal testo. Salute ossea e rischio di frattura richiedono valutazione di densità, vitamina D, attività fisica e terapie validate; il CBD non deve sostituirle.
Come si sceglie tra terapia ormonale e opzioni non ormonali?
In base a sintomi, età, tempo dalla menopausa, rischio cardiovascolare, trombotico e oncologico e preferenze. Ginecologo o medico valutano benefici e rischi; i cannabinoidi sono eventualmente complementari.