L'ansia da prestazione è un disturbo che emerge in situazioni specifiche in cui una persona si sente sotto esame o sotto pressione per dimostrare le proprie capacità. A differenza dell'ansia generalizzata, questa forma di ansia è strettamente legata a eventi o attività particolari che richiedono una performance. Una delle sue caratteristiche distintive è la paura intensa del giudizio altrui, spesso legata alla preoccupazione di non essere all'altezza, di fallire o di apparire incompetenti agli occhi degli altri. Queste paure possono generare un flusso continuo di pensieri negativi e preoccupazioni riguardo alla propria performance, alimentando scenari mentali di possibile fallimento o conseguenze negative.

Sintomi tipici

L'esperienza dell'ansia da prestazione si accompagna a sintomi fisici, quali aumento del battito cardiaco, tensione muscolare, sudorazione, tremori, secchezza della bocca e disturbi gastrointestinali, che possono influenzare direttamente la capacità di eseguire bene durante la prestazione. Talvolta, l’ansia legata alla prestazione può portare a procrastinazione, riducendo le opportunità di pratica e miglioramento e mantenendo attivo il ciclo dell'ansia. Un altro aspetto significativo è l'impatto dell'ansia sulla percezione di sé: chi ne soffre può lanciarsi in una severissima autocritica, valutando le proprie performance in modo negativo, anche quando queste sono state adeguate o positive, minando ulteriormente l’autostima.

Quando si presenta

L'ansia da prestazione si manifesta con diverse sfaccettature nella vita quotidiana di ognuno di noi ed è influenzata dal contesto e dalle aspettative, personali e altrui. Possono soffrirne gli studenti in ambito accademico, così come ognuno di noi nel mondo del lavoro. Gli atleti, indipendentemente dal livello, possono temere di non riuscire a esprimere il proprio potenziale nelle competizioni, preoccupandosi delle aspettative e della possibile delusione di team e allenatori. Molto spesso, l'ansia da prestazione viene associata anche alla sfera sessuale e può portare a problemi di intimità e a disturbi sessuali.

Rimedi per l’ansia da prestazione

Per sconfiggere l'ansia da prestazione, è fondamentale adottare un approccio olistico che integri vari aspetti, combinando tecniche psicologiche, comportamentali e, se necessario, farmacologica. Praticare regolarmente le tecniche di rilassamento, come la respirazione profonda e la meditazione mindfulness, può aiutare a controllare i sintomi fisici dell'ansia. Affrontare le situazioni ansiogene in modo graduale può anche aiutare a ridurre la paura, mentre fissare degli obiettivi realistici può permettere di portare l'attenzione sui progressi piuttosto che sulla paura del fallimento.

In casi più seri, il supporto di uno psicologo può essere cruciale. In alcuni contesti, potrebbe essere considerato l'uso di farmaci, ma sempre sotto stretto controllo medico, perché gli ansiolitici – com’è noto – portano con sé un carico rilevante di effetti collaterali.

L'alternativa sicura ai farmaci ansiolitici può essere il cannabidiolo, soprattutto nel caso dell'ansia da prestazione negli sportivi (lo ricordiamo, il CBD non influisce direttamente sulle performance ed è stato approvato dall'Agenzia Mondiale Anti-Doping). Interagendo con il sistema endocannabinoide, che mantiene l'equilibrio omeostatico del corpo e regola funzioni come l'umore, il sonno e la risposta allo stress, il CBD può migliorare l'equilibrio emotivo e la gestione dello stato d’ansia.

È comunque importante sottolineare che l’efficacia del CBD può variare da persona a persona. Pertanto, prima di considerare il CBD per il trattamento dell’ansia da prestazione, è bene consultare uno specialista in terapie con cannabis terapeutica per discutere dell’idoneità, del dosaggio appropriato e le potenziali interazioni con altri farmaci.