In molti altri Paesi era già realtà e adesso lo è anche a casa nostra: è stato istituito il primo tavolo tecnico permanente in materia di cannabis terapeutica. Seppur ancora lontani dall’autosufficienza, l'Italia punta a colmare il gap nella produzione della canapa e il compito della politica è quello di poter assicurare ai pazienti di poter accedere alle cure, con terapie e servizi di qualità, indipendentemente dalla regione in cui si risiede.

L’Istituzione del tavolo tecnico è stata promossa dal Sottosegretario di Stato alla Salute Andrea Costa, dopo aver preso l'impegno con una delegazione di pazienti in trattamento con cannabis terapeutica. Costa ha spiegato che: "Questo tavolo tecnico serve ad analizzare e approfondire i bisogni di salute dei pazienti che utilizzano farmaci a base di cannabis, al fine di individuare percorsi condivisi e praticabili per la risoluzione delle criticità riscontrate". Tuttavia, le difficoltà di approvvigionamento restano per il momento e le previsioni per il 2022 non lasciano ben sperare. Ma è altrettanto vero che le azioni intraprese in questi ultimi mesi necessitano di tempo.

Tra le azioni messe in campo per aumentare la produzione di cannabis medica, il Ministero della Salute haautorizzato tre nuove aziende agricole italiane a produrre canapa per scopi farmacologici. Lo ha confermato lo stesso Costa, pubblicato la risposta scritta all’interrogazione parlamentare avanzata da Marcello Gemmao. Alla fine, si legge che il Ministero “ha autorizzato tre aziende agricole alla coltivazione di canapa industriale per il successivo conferimento delle piante ad aziende autorizzate dall’AIFA e dallo stesso Ufficio Centrale Stupefacenti alla produzione industriale di cannabidiolo di estrazione, quale sostanza farmacologicamente attiva da impiegare per l’allestimento di preparazioni magistrali su ricetta medica non ripetibile”.

Nonostante le criticità, il Ministero conferma d’essere informato sulle stesse e di essere "costantemente impegnato sull'ampliamento della produzione nazionale".

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