Arriva anche in Francia la possibilità di utilizzare la cannabis terapeutica. A partire da marzo del 2021, infatti, inizierà una sperimentazione pilota su 3mila pazienti. La decisione arriva dal governo, che lo scorso 7 ottobre ha pubblicato un decreto, in cui viene stabilito l’avvio della sperimentazione.

La sperimentazione

Il programma pilota avrà la durata di due anni a partire dalla prima prescrizione, che dovrà avvenire non più tardi del 31 marzo 2021. Il decreto ha l’obiettivo di specificare le modalità per effettuare la sperimentazione dell’uso della cannabis terapeutica. In particolare, vengono precisate “le condizioni di cura, il numero di pazienti interessati, le modalità di importazione, fornitura, prescrizione e la dispensazione da parte dell’ospedale e delle farmacie”. Infine, fondamentali sono anche informazione e monitoraggio dei pazienti e la formazione degli operatori sanitari.

L’uso medico della cannabis è autorizzato, nel rigoroso quadro della sperimentazione, per determinate indicazioni terapeutiche o situazioni cliniche refrattarie alle cure indicate e accessibili, il cui elenco è limitato con decreto del Ministro preposto alla salute assunto previo parere il Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza dei Medicinali e dei Prodotti Sanitari.

I pazienti

Il programma coinvolgerà un numero massimo di 3mila pazienti, suddivisi in base alle indicazioni terapeutiche e alle situazioni cliniche che prevedono l’uso della cannabis terapeutica. I pazienti, per tutta la durata della sperimentazione, verranno autorizzati all’uso e al trasporto dei farmaci usati per il trattamento. Questi verranno forniti gratuitamente dalle aziende che hanno dato la disponibilità per partecipare al progetto pilota. In caso di impossibilità del paziente, sarà compito di genitori o parenti procurarsi i farmaci. Le persone sottoposte alla sperimentazione verranno monitorate per tutta la durata del progetto.

Potranno partecipare alla sperimentazione le persone affette dalle patologie per le quali siano stati riconosciuti potenziali benefici della cannabis e su cui le terapie convenzionali non abbiano avuto successo. L’elenco di tali situazioni cliniche è stato pubblicato dal Ministero della Salute e comprende:

  • dolore neuropatico resistente alle terapie accessibili;
  • alcune forme di epilessia resistenti ai farmaci;
  • alcuni sintomi legati al cancro;
  • cure palliative;
  • sclerosi multipla o altre patologie legate al sistema nervoso centrale.
  • Il ruolo di medici e farmacisti


Tutti i medici che partecipano alla sperimentazione sono autorizzati alla prescrizione della cannabis terapeutica. Le sostanze usate nel progetto verranno prescritte inizialmente da medici volontari “operanti in strutture di riferimento, che si occupano di indicazioni terapeutiche o situazioni cliniche refrattarie al trattamento accessibile”. Il rinnovo dopo la prima prescrizione, però, può essere effettuato da qualsiasi medico, purché sia stato precedentemente formato, secondo le indicazioni del Ministero della Salute.

I farmacisti che partecipano al progetto sono autorizzati a dispensare, trattenere e trasportare la cannabis terapeutica. I farmaci possono essere forniti sia dalle farmacie interne alle strutture sanitarie, che da quelle volontarie.

Sia medici che farmacisti dovranno seguire una “formazione preventiva obbligatoria al fine di consentire loro di acquisire le conoscenze sulla cannabis per uso medico e le competenze necessarie, rispettivamente per prescrivere e dispensare i farmaci”.

Al fine di garantire qualità, sicurezza e uso terapeutico, la cannabis usata per l’esperimento verrà fabbricata secondo norme precise. Le caratteristiche e la composizione della sostanza sono state definire dal Ministero della Salute, guidato dal parere dell’Agenzia nazionale per la sicurezza dei medicinali e prodotti per la salute.

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