In Veneto aumentano le prescrizioni dei prodotti a base di cannabis terapeutica. A renderlo noto è il Consiglio regionale, che ha annunciato una crescita notevole intervenuta nel corso di 5 anni, durante i quali le ricette sono decuplicate.

I dati arrivano dalla relazione annuale della Regione Veneto che fa il punto sull’erogazione dei medicinali a base di cannabinoidi per i pazienti oncologici, per le persone affette da grave spasticità, sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale e dolore cronico, nel caso in cui le terapie tradizionali non abbiano avuto effetti positivi.

Secondo la relazione del 2019, dal 2015 al 2019 il numero delle prescrizioni di cannabis per uso terapeutico è aumentato di 10 volte, passando dalle 367 del 2015 alle 3.812 del 2019. Non solo. Secondo il comunicato del Consiglio regionale, anche il numero dei pazienti trattati è in crescita e, in soli due anni, è aumentato di quasi il 50%. Nel 2017, infatti, erano 1.094 le persone che facevano uso della sostanza per affrontare alcune patologie, mentre nel 2018 i pazienti erano saliti a 1.124, raggiungendo quota 1.621 nel 2019.

La maggior parte delle prescrizioni (60%) sono state erogate dalle farmacie convenzionate e i pazienti ne hanno sostenuto il costo, mentre il resto è risultato a carico del Sistema sanitario regionale. Nel 2019, i medici di medicina generale hanno effettuato il 56,6% delle ricette, mentre il 30,1% è stato prescritto da specialisti della Terapia del dolore e di Anestesia, Neurologia e Cure palliative. Il restante 13,3% delle ricette sono state prescritte da psichiatri, reumatologi, oncologi e altri medici.

La relazione della Regione Veneto pone l’accento anche sulla difficoltà nella valutazione degli effetti della terapia a base di cannabis terapeutica, a causa di una scarsa e inefficace comunicazione nel rilevamento dei dati. Stando alle valutazioni pervenute alla Regioni (che non raggiungerebbero il totale dei pazienti), a registrare un miglioramento sarebbe il 59%.

Infine, il comunicato del consiglio fa il punto sulle spese effettuate per l’acquisto di prodotti a base di cannabis per scopi terapeutici: nel 2019 463mila euro, di cui 316mila a carico del cittadino e 147mila della Regione. Una spesa che, in un anno, è aumentata di circa 190mila euro.

I dati dimostrano l’aumento del ricorso alla cannabis medica da parte dei pazienti affetti da alcune patologie resistenti ai farmaci tradizionali e la crescita delle prescrizioni da parte dei medici.

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