La fibromialgia (FM) è una patologia cronica, caratterizzata da rigidità muscolare, indebolimento, alterazioni dell’umore, problemi di insonnia e memoria. La malattia provoca anche diffusi dolori muscolari.

La fibromialgia, che colpisce maggiormente le donne, è una delle sindromi dolorose croniche più comuni. La malattia può avere un impatto importante sulla vita dei pazienti, sia dal punto di vista fisico, che psicologico, rendendo difficili le attività quotidiane.

Attualmente, non esiste una vera e propria cura e, in gran parte, si tratta di una sindrome ancora da approfondire. Per questo, il trattamento mira principalmente ad alleviare i sintomi dolorosi: vanno in questa la direzione sia i farmaci prescritti generalmente ai pazienti, sia l’approccio mirato alla riduzione dello stress.

Dall’olio di cannabis possibili benefici?

Data la difficoltà dei medicinali tradizionali di alleviare i sintomi della fibromialgia, diventa necessario lo studio di terapie alternative e accessibili a tutti, che aiutino i pazienti affetti da questa patologia a migliorare la qualità della propria vita ed ad alleviare il dolore.

L’ultima ricerca in questo campo, pubblicata lo scorso ottobre da alcuni ricercatori brasiliani, mirava a “valutare l’impatto che l’olio di cannabis, un estratto di piante intere ricco di THC, può avere sui sintomi e sulla qualità della vita delle persone affette da FM”. Per capire i possibili benefici dell’olio di cannabis, gli scienziati hanno condotto uno studio clinico in doppio cieco, randomizzato, controllato tramite un gruppo a cui veniva somministrato un placebo.

L’obiettivo era quello di indagare i possibili benefici del prodotto sui sintomi e sulla qualità della vita su un gruppo di 17 donne (8 nel gruppo cannabis e 9 nel gruppo placebo) affette da fibromialgia. L’olio è stato somministrato tra il 27 settembre e il 25 novembre 2019: inizialmente la dose corrispondeva a una goccia al giorno, con successivi aumenti in base ai sintomi.

I ricercatori hanno notato che “il gruppo cannabis ha presentato una significativa diminuzione del punteggio FIQ”, il questionario che misura l’impatto dei sintomi della fibromialgia. Analizzando gli elementi isolati del questionario, gli studiosi hanno rilevato un “miglioramento significativo sui punteggi di ‘sentirsi bene’, ‘dolore’, ‘lavorare’ e ‘fatica’”.

Lo studio mette in luce la possibilità di una terapia basata sui fitocannabinoidi, che potrebbe aiutare a “ridurre i sintomi e aumentare la qualità della vita dei pazienti con fibromialgia”. Ma, avvertono i ricercatori, saranno “ancora necessari studi futuri per valutare i benefici a lungo termine” dell’olio di cannabis usato nello studio e ricerche su diverse varietà di cannabinoidi. In questo modo, saranno più chiari i possibili benefici della cannabis sui pazienti affetti da fibromialgia.

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