In Emilia-Romagna, come in Sicilia, la cannabis terapeutica è rimborsabile. Ad introdurre questa possibilità è stata la Delibera regionale del 1° agosto 2016, in cui vengono specificati i requisiti necessari per ottenere la sostanza medica a carico del Servizio Sanitario Regionale.

Chi può accedere alla cannabis terapeutica?

In generale, la marijuana medica può essere prescritta, non come unica terapia, per il trattamento di alcuni sintomi contro i quali i farmaci tradizionali non abbiano avuto effetto. In Italia, la prescrizione della sostanza per uso medico è ammessa per il trattamento di:

  • Dolore cronico;
  • Spasticità e dolore associata a sclerosi multipla;
  • Nausea e vomito causati da chemioterapia, radioterapia e terapie per HIV;
  • Perdita dell’appetito in persone affette da cachessia, anoressia AIDS o tumori;
  • Glaucoma;
  • Movimenti involontari nella sindrome di Gilles de la Tourette.

Quando è rimborsabile?

Con la Delibera del 2016, la Regione Emilia-Romagna ha reso la cannabis terapeutica rimborsabile in due particolari circostanze. Il paziente, cioè, può accedere gratuitamente alla sostanza se questa è necessaria per:

  • La riduzione del dolore associato a spasticità con resistenza alle terapie convenzionali, in pazienti affetti da sclerosi multipla con punteggio scala NRS ≥ 5;
  • La riduzione del dolore neuropatico cronico in pazienti con resistenza a trattamenti convenzionali e punteggio scala NRS ≥ 5.

Se il paziente soffre di uno di questi due sintomi ed è assistito in Emilia-Romagna può avere accesso gratuitamente alla cannabis terapeutica, a patto che il medico adotti il “Percorso per la prescrizione, l’allestimento e la dispensazione dei preparati vegetali a base di cannabis sativa nella Regione Emilia-Romagna”, che regola le modalità di prescrizione e di fruizione della sostanza.

La prescrizione

In generale, la cannabis terapeutica può essere prescritta da qualsiasi medico abilitato e iscritto all’Ordine. Perché il trattamento sia rimborsabile, il dottore, sia appartenente al territorio regionale che nazionale, deve registrarsi sul portale Sanità On Line (SOLE). La cannabis terapeutica può essere prescritta anche dai medici di Clinn: qui puoi trovare quelli che operano in Emilia Romagna.

La delibera del 2016 ha predisposto una “Scheda informatizza per la prescrizione medica magistrale e il follow-up dei trattamenti a base di preparati vegetali di cannabis sativa”, disponibile sulla piattaforma SOLE, che può essere compilata e sostituire la ricetta medica. Prima di compilare la prescrizione, il medico dovrà valutare le condizioni cliniche del paziente, accertarne “l’eleggibilità al trattamento con preparati vegetali a base di cannabis” e raccogliere il consenso della persona assistita.

Nella ricetta verranno poi indicati il motivo della prescrizione, la quantità di cannabis da somministrare e le modalità di assunzione, che sono di due tipi: per via orale, tramite estratti o decotti, o per via inalatoria. Una volta ultimata la scheda informatizzata, il medico stampa al paziente solamente le informazioni utili per l’accesso al prodotto. In questo modo, viene garantito l’anonimato del paziente, cui viene assegnato un codice alfanumerico. La prescrizione può essere effettata per un quantitativo di cannabis che copre al massimo 30 giorni di terapia e, allo scadere del mese, la prescrizione può essere rinnovata.

Il ruolo del farmacista

Il farmacista provvede a richiedere le quantità necessarie di cannabis terapeutica allo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze o ai distributori internazionali. Una volta ottenuto il prodotto, vengono allestite le preparazioni magistrali, “ripartendo la sostanza attiva in dose e forma di medicamento nel rispetto delle Norme di Buona Preparazione (NBP) e in base alla posologia e alla via di somministrazione indicate dal medico nella prescrizione”.

Nella ricetta medica è presente una sezione nella quale in farmacista deve riportare data di spedizione, prezzo della preparazione e inserire il timbro della farmacia. Una copia timbrata e firmata viene poi consegnata al paziente, che potrà presentarla per giustificare il possesso della cannabis terapeutica. Con cadenza mensile, il farmacista dovrà trasmette le ricette all’Azienda Unità sanitaria locale di competenza.

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