La Sindrome di Tourette si manifesta con dei tic di tipo motorio o vocale - con intensità e gravità differenti a seconda del soggetto - e di altre problematiche di tipo fisico oppure psicologico. Colpisce in percentuale maggiore gli uomini ed è una problematica neurologica che tende a palesarsi principalmente durante l’infanzia o l’adolescenza.

Le origini della sindrome di Tourette sono ancora oggi incerte, possono concorrere sia fattori di tipo genetico che ambientale e, in alcuni casi, esiste una componente ereditaria. Predominante è l’ipotesi di una predisposizione genetica.

Recenti studi hanno evidenziato la coesistenza di altre alterazioni del comportamento con la sindrome di Tourette, quali il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) e il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC). Altre ricerche hanno invece evidenziato in vari pazienti una correlazione con la presenza di un’infezione streptococcica beta-emolitica. Le cause di questa problematica neurologica sono ancora tutt’oggi oggetto di approfonditi studi, mentre chiari e ben noti sono i sintomi con cui si manifesta, ovvero con tic vocali o motori.

I tic motori sono riconducibili a movimenti involontari, ripetitivi e spesso abbinati a espressioni o smorfie del viso. Possono inoltre presentarsi in contemporanea con suoni e rumori prodotti da naso, bocca e gola: in questo caso si parla di tic fonici. I tic motori possono coinvolgere i muscoli del viso o del corpo, possono essere rapidi o rallentati e spesso il paziente riferisce di percepire una sensazione premonitrice. Ad esempio, il soggetto può avvertire la necessità di grattarsi, starnutire o schiarire la gola.

I tic vocali sono invece spesso collegati alla coprolalia, ovvero l’espressione involontaria di parole o frasi socialmente discutibili o tabù, come ad esempio un linguaggio blasfemo. Possono manifestarsi anche con la ripetizione compulsiva di parole pronunciate da altri (ecolalia) o dallo stesso soggetto (palilalia).

Secondo le ipotesi più recenti in ambito psicoterapico, questi tic rappresentano una fonte di sfogo dello stress generato: si tratta del rilascio di una pressione o di un’energia che il paziente sente di dover liberare consapevolmente, per alleviare una condizione di disagio. I tic sono spesso gestibili ma, alla lunga, la condizione procura al paziente forte stanchezza mentale e fisica.

Cosa comporta?

La sindrome di Tourette, come anticipato, è caratterizzata da una serie di tic che possono apparire rapidamente o lentamente, sia di tipo fisico che vocale. Nel primo caso possono coinvolgere i muscoli del viso e del corpo agevolando smorfie, movimenti incontrollati delle braccia, delle spalle e delle mani. I soggetti a volte tendono ad annusare e toccare le persone.

I tic vocali sono di vario tipo, dallo schiarirsi la gola al grugnito, dal soffio al colpo di tosse, passando per vocalizzi particolari come abbaiare, ripetere frasi o singole parole. Nel caso della coprolalia, il paziente si lascia andare a parole scurrili, bestemmie e turpiloquio. La sindrome si presenta spesso in tandem con il Disturbo dell’Attenzione con Iperattività, che rende i soggetti facili alla distrazione e maggiormente iperattivi, con particolare irrequietezza motoria. Ma anche con il Disturbo Ossessivo-Compulsivo, l’ansia generalizzata, le fobie, gli attacchi di panico e la depressione.

Come può aiutare la cannabis terapeutica

La sindrome può manifestarsi con intensità differente da persona a persona, per questo è necessario che venga effettuata una diagnosi accurata, vista anche la concatenazione con altre patologie. La cura è di tipo farmacologico con il supporto della psicoterapia: una serie di trattamenti da calibrare in base al singolo caso, ma oggi abbastanza efficaci per migliorare la qualità di vita del paziente.

L’utilizzo della cannabis terapeutica nella Sindrome di Tourette è indicato per il controllo di tic motori, molto invalidanti talvolta, per via dell’azione miorilassante del THC e quella antipsicotica del CBD. Ovviamente in base all’età del paziente verrà valutato se utilizzare preparati contenenti entrambi oppure solo il CBD, nel caso il paziente sia minorenne. L’intensità dei sintomi, il loro impatto nella quotidianità, le esigenze e lo stato di salute del paziente saranno alla base delle decisioni terapeutiche più adeguate.