Il percorso chemioterapico ha un impatto notevole sulla qualità della vita dei pazienti e delle famiglie che lo affrontano. L’utilizzo della cannabis terapeutica può aiutare a ridurre gli effetti collaterali da chemioterapici descritti in precedenza. 

Gli effetti collaterali da chemioterapici comprendono tutte quelle conseguenze a carico dell’organismo dovute all’esposizione all’omonima terapia.

A subire maggiormente le conseguenze di chi si sottopone a questo particolare tipo di cure sono:

  • l’apparato digerente, con perdita di appetito, nausea e vomito;
  • il sistema nervoso, con presenza di dolori e neuropatia periferica;
  • le ossa, in caso di dolori articolari che compaiono in occasione di terapie ormonali
  • il benessere psicofisico, con comparsa di ansia e depressione oltre ad astenia e insonnia.

L'entità di questi effetti è variabile, c'è un livello di tolleranza individuale che dipende diversi fattori: età e condizioni di partenza del paziente, patologia trattata, numero di sedute e tipo di farmaci utilizzato. L'obiettivo di queste terapie è di contrastare la neoplasia e impedire la sua progressione. Attualmente sono tra i mezzi migliori di cui disponiamo per trattare queste patologie.

Cosa comportano

Tra gli effetti collaterali da chemioterapici che colpiscono l’organismo vi è l’astenia, ovvero una sensazione generalizzata di debolezza e affaticamento che compare durante lo svolgimento delle normali attività quotidiane, anche in assenza di uno sforzo particolarmente gravoso. Solitamente, oltre a una conseguenza dei farmaci assunti, l’astenia è legata anche a una cattiva qualità del sonno, incapace di ristorare le forze, o all’insonnia, che può persistere anche dopo la fine del trattamento.

Quelli appena citati sono alcuni degli effetti collaterali da chemioterapici maggiormente debilitanti per i pazienti oncologici. Sono anche tra i più comuni, indipendentemente dalla patologia e dal trattamento seguito:

  • Perdita di appetito, che può essere legata alla patologia, alla chemioterapia o alla depressione dovuta allo stato di salute
  • nausea e vomito possono contribuire a debilitare il fisico già provato dei pazienti in cura.
  • L’ansia, insieme alla già citata depressione, può influire sulle capacità di concentrazione.

Dolori e neuropatia periferica, la sensazione che mani e piedi siano meno sensibili, dolore al minimo contatto e formicolii, tanto da costringere alcuni pazienti a portare dei guanti per cercare di proteggersi, sono invece dovuti agli effetti dei chemioterapici sul sistema nervoso.

Il malato può dunque riscontrare non solo fitte dolorose in alcune aree del corpo ma anche formicolii persistenti che assomigliano a punture di aghi (parestesia). A questi si aggiungono poi i dolori articolari dovuti a terapia ormonale. Sebbene vi sia un’incidenza minore, la terapia ormonale può influire particolarmente sul sistema osteo-muscolare, diminuendo addirittura la densità ossea sia negli uomini che nelle donne che si sottopongono a questo particolare trattamento.

Un valido aiuto arriva dalla cannabis terapeutica

Il percorso chemioterapico ha un impatto notevole sulla qualità della vita dei pazienti e delle famiglie che lo affrontano. L’utilizzo della cannabis terapeutica può aiutare a ridurre gli effetti collaterali da chemioterapici descritti in precedenza. In particolar modo, la terapia con cannabinoidi viene somministrata per il suo effetto antinausea e di aumento dell’appetito; il miglioramento della qualità del sonno e per gli effetti antalgici.

Stimolando generalmente anche l’attività intestinale, può contrastare la stipsi da oppiacei, altra categoria di farmaci molto utilizzata nei quadri oncologico. Il tono dell’umore è un altro aspetto che può beneficiare dei cannabinoidi. Parliamo di un trattamento sintomatico poiché, sebbene si stia vagliando l’ipotesi di un potere curativo vero e proprio di alte dosi di THC, al momento non vi sono ancora certezze in merito.